Junichi Hirokami e Kolja Blacher, “Schumann e Mahler, due emozioni a confronto”

Junichi Hirokami e Kolja Blacher a Milano in Auditorium

“Schumann e Mahler, due emozioni a confronto”

S’intitola così il prossimo concerto dell’Orchestra Sinfonica Verdi, che avrà luogo in Auditorium da domani a domenica e che sarà dedicato a due composizioni tarde di Schumann e Mahler.

In apertura il Concerto per violino e orchestra in re min. di Robert Schumann (Zwickau, 1810- Bonn, 1856), che vedrà protagonista il violinista tedesco, di fama mondiale, Kolja Blacher. Composto nel 1853 per il celebre violinista Joseph Joachim, il Concerto ebbe una storia travagliata. Non apprezzato da Clara Schumann e da Johannes Brahms, il brano fu eseguito una sola volta da Joachim che lo giudicò eccessivamente stravagante: dimenticato a lungo, fu inserito nella produzione del compositore come opera postuma solo negli anni Trenta del ‘900. Il manoscritto del concerto, in possesso di Joachim (che apportò numerose modifiche allo stesso), alla morte del violinista nel 1907, fu donato alla Biblioteca di Stato prussiano a Berlino, con una clausola particolare: il concerto non doveva essere eseguito per cento anni a partire dalla data di morte di Schumann. Clausola non rispettata perché nel 1937, vi fu la prima vera esecuzione pubblica del concerto, con l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Berlino, diretta da Karl Böhm e con il violinista Georg Kulenkampff (il quale aveva già eseguito il concerto in un’esecuzione radiofonica poco tempo prima). Composto nella tradizionale forma in tre tempi (Energico, ma non troppo veloce – Adagio – Allegro, ma non troppo) , il Concerto si apre in re min. con un tema rinforzato dal rullare dei timpani, quasi a simboleggiare il destino inellutabile; il tempo lento, in si b magg., costituisce un intermezzo lirico che sfocia direttamente nel finale brillante in forma di rondò.

Il programma si concluderà, poi con la Sinfonia n. 10 di Gustav Mahler (Kalisvtev, 7 luglio 1860 – Vienna, 18 maggio 1911), brano rimasto incompiuto a causa della morte del compositore. Composta a partire dall’estate del 1910, in un periodo doloroso per la vita del compositore (che aveva scoperto la relazione fra sua moglie Alma e Walter Gropius), la Sinfonia si presentava, alla morte di Mahler, quasi completa nel primo movimento, in uno stato avanzato di elaborazione nel terzo e solo abbozzata negli altri tre movimenti. La versione che verrà eseguita dall’Orchestra Sinfonica Verdi, diretta dal giapponese Junichi Hirokami, è la “performing version” (versione eseguibile) elaborata da Deyck Cooke negli anni Sessanta del ‘900. Da sottolineare che per moltissimi direttori d’orchestra l’unica pagina autenticamente mahleriana, e dunque eseguibile, è l’Andante. Adagio. Boulez, ad esempio, affermò, che la Decima di Mahler “n’existe pas”.

 

Kolja Blacher, nasce a Berlino, ma a 15  anni si trasferisce a New York per studiare alla Juilliard School e seguire i corsi di Dorothy DeLay; si perfeziona, inoltre, a Salisburgo con  Sandor Vegh. Nella sua brillante carriera ha collaborato con prestigiose orchestre, tra le quali: Berliner Philharmoniker, Gewandhausorchester di Lipsia, Oslo Philharmonic Orchestra, Münchner Philharmoniker, St.Petersburg Philharmonic e Chamber Orchestra of Europe. È stato diretto da famosi direttori tra i quali Claudio Abbado, Daniel Barenboim, Carlo Maria Giulini, Daniel Harding, Vladimir Jurovsky, Mariss Jansons, Dmitrij Kitajenko, Lorin Maazel e Jonathan Nott. Molto intensa anche la sua attività nell’ambito della musica da camera (Natalia Gurman, Vassilij Lobanov e Bruno Canino, tra i suoi partner) e dell’insegnamento (dal 1999 al 2009 è professore di violino e musica da camera al Conservatorio di Amburgo; dal 2009 insegna, invece, presso il Conservatorio Hann Eisler di Berlino). Tra le sue registrazioni, da segnalare i Concrti per violino di Boris Blacher (Diapason d’oro nel 1994), la Kammermusick n. 4 di Hindemith, diretta da Claudio Abbado (Premio trimestrale della Critica discografica tedesca e Premio per la “Best Small Ensemble Performance”), l’integrale dei Concerti per violino di Bach per la Naxos. Kolja Blacher suona il famoso Stradivari Tritton del 1730, comprato e prestato da Ms Kimiko Powers (in collaborazione con il Nippon Violin Museum).

 

Junichi Hirokami nasce a Tokyo e a 26 anni vince la prima Kondrashin International Conducting Competition ad Amsterdam, premio che segna il suo debutto nella direzione.

Ha diretto le più importanti orchestra europee (tra le quali la Concertgebouw, la Oslo Philharmonic e la Stockholm Philharmonic, le orchestre sinfoniche di Barcellona e Madrid) e americane (Toronto Symphony, Cincinnati Symphony, Los Angeles Philharmonic, Dallas Symphony, Vancouver Symphony, la Columbus e la Baltimora Symphony).

È stato, inoltre, Direttore Principale della Limburg Symphony Orchestra in Olanda e primo direttore giapponese a dirigere la Israel Philharmonic con la quale lavora ogni due anni.

Nel 1991 è stato nominato Direttore Principale Ospite della Japan Philharmonic.

Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
tel. 02.83389.401/2/3

Giovedì 5 maggio ore 20.30, Venerdì 6 maggio ore 20.00, Domenica 8 maggio ore 16.00

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Violino Kolja Blacher
Direttore Junichi Hirokami

Robert Schumann

Concerto per violino e orchestra in Re minore

Gustav Mahler
Sinfonia n. 10 in Fa diesis maggiore (versione Cooke)

Da non perdere, alle ore 19.00 presso il foyer dell’Auditorium di Milano, la conferenza, a ingresso gratuito, nella quale, attraverso esempi tratti dalla stessa composizione, Quirino Principe illustrerà genesi e caratteristiche salienti della Sinfonia n. 10 di Gustav Mahler.

Da sottolineare anche l’inaugurazione, sempre giovedì 5 maggio alle ore 18.00, nel foyer dell’Auditorium di Milano, la doppia mostra personale di Emma Vitti e Luciano Perna, dedicata a Mahler e intitolata Il grande Inattuale.
La mostra – visibile fino al 22 maggio a ingresso libero durante gli orari dei concerti oppure su appuntamento nel pomeriggio (escluso il lunedì) – comprende un’istallazione fotografica di Emma Vitti e sei quadri di Lucio Perna e si propone come stimolo a scorgere il legame tra la musica di Mahler (straordinariamente innovativa nella sonorità, nella timbrica e nell’eterogeneità dei temi) e i linguaggi visivi contemporanei, attraverso “le atmosfere poetiche, la bellezza con le sue esaltazioni, oppure il tragico, il senso di precarietà, le minacce del nulla, l’amore per la Natura”.

Emma Vitti, diplomata in pittura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, è docente di educazione artistica e autrice di numerosi libri sulla sperimentazione didattica e sulla formazione artistica, tra i quali ricordiamo: La festa del movimento. L’educazione all’immagine (Angeli Editore, 1985), Rappresentazioni concettuali ed associazioni di idee (Documenti IRSAE, 1988), Il piano di lavoro dell’educazione artistica. La didattica per concetti (Morano Editore, 1991), Il meccanismo della visione. Testo triennale di Educazione Visiva per il biennio superiore (Bovolenta Editore, 1992). Tra le sua mostra personali segnaliamo: 2010 Memento vitae, Galleria Dietro le Quinte, Catania; 2009 Animamundi, Galleria Alba d’Arte, Brescia; 2008 Trasmutazioni, Galleria Gli Eroici Furori, Milano; 2007 Terrapadre, Palazzo Giannozzi, Certaldo, Firenze; 2005 Sopravvivenze, Galleria Cortina, Milano e Chrysallis, Galerie Bertin-Toublanc, Paris; 2004 Svavillio, Galleria Cortina, Milano; 2002 Corpo, Galleria La Subbia, Pietrasanta, Lucca.

Lucio Perna, milanese d’adozione a partire dagli anni ’60, fonda in questa città, nel 1998, il movimento “Symbolicum”, con Federico Honegger, Fabio Massimo Ulivieri e il poeta e critico d’arte Pedro Fiori. Fra le sue numerose esposizioni ricordiamo: 2002 Nuovi Miraggi, Spazio Santini, Milano; 2003 Attraversamenti, Galleria Quintocortile, Milano; 2004 Finestre, Spazio D’Ars; 2005 Pensieri d’Arte, Galleria Scoglio di Quarto, Milano; 2006 Miraggi e Deserti, Blue Design, Milano; 2007 In tandem, Galleria Arte fuori Porta, Roma; 2008 Valori aggiunti, ISAD-Mostra Fuori Salone del Mobile, Milano; 2009 Energia a tutto tondo, Casa dell’Energia, Milano; 2010 Geografia emozionale, Spazio Tadini, Milano.

 

Adriana Benignetti

 


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