Clavicembalisti italiani XVIII sec., Roberto Giordano, pianoforte

Clavicembalisti italiani XVIII sec. Roberto Giordano, pianoforte. Discantica 220 -

Quale magnifico periodo sia stato il XVIII secolo per il repertorio clavicembalistico italiano lo testimoniano le pagine musicali di compositori quali Cimarosa, Galuppi, Scarlatti, Zipoli ma anche moltissimi altri autori oggi considerati minori. Se, tuttavia, era  il teatro musicale a dominare la scena, l’interesse per il repertorio strumentale e nella fattispecie tastieristico (dal gravicembalo al  fortepiano), non è mancato in molti di quegli stessi compositori d’opera.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un rinato interesse  per questo repertorio (nella trasposizione dal cembalo al pianoforte) nelle grandi sale da concerto, ed anche anche nella discografia. Quasi una sorta di “cembaloreinassance” pianistica.  Se dovessimo cercare una caratteristica che accomuna l’intendimento di queste pagine diremmo che, viste nel loro insieme, manifestano l’alternanza di un sapiente gioco tastieristico ad un lirismo denso, pregnante.

La registrazione del pianista Roberto Giordano è una sorta di piccola e preziosa antologia di autori italiani, ed aggiunge al catalogo dei già citati le composizioni di Benedetto Legati (“Presto”), Giacomo Croce (“Sonata” in sol min) e Antonio Pampani (“Siciliana” e “Andantino”),  quest’ultimo anche maestro di coro delle “Figlie del Pio ospitale de’ poveri derelitti” a Venezia. Pampani risulta essere musicista noto e sicuramente molto attivo varie città italiane, tra le quali Milano, Bologna (dove fu membro della dell’Accademia Filarmonica), Fermo, Urbino. Poco o nulla si sa invece di Croce e Legati.

La registrazione si apre con tre delle più note sonate di Domenico Scarlatti, L. 104 in do maggiore, L.366 in re minore e L.335 in sol maggiore. La nitidezza della lettura (e del suono) di Giordano è percepibile fin dalle prime battute della sonata in do maggiore. Velocità, pulizia, chiarezza negli abbellimenti per “un gioco ardito sul clavicembalo”, come scrisse Scarlatti.

La ricognizione degli autori italiani continua con la Toccata in do magg. di Francesco Durante (1684-1755), quattro delle 81 sonate di Domenico Cimarosa (1749-1801)  riscoperte nel 1924 a Firenze (do min. n. 27, si bem, min. n.62, la magg. n.35, si bem. magg. n.28) due sonate di Baldassarre Galuppi (1706-1785), in la e do maggiore.

Di grandi suggestioni liriche è la Suite in si minore di Domenico Zipoli, toscano ma operoso nell’America Latina: la suites è tratta dalle Sonate d’intavolatura per organo e cimbalo op.1, opera dedicata in una prima parte all’organo e nella seconda al cembalo , con quattro suites e due partite.  Il legato e  il climax che Giordano riesce creare sono convincenti e a volte magici, e l’interpretazione è tutta orientata al difficile e necessario dominio degli affetti.

 

Simeone Pozzini

Giudizio artistico                  ♩♩♩♩♩
Tecnico                                   ♩♩♩♩♩

 

Clavicembalisti italiani XVIII sec.
Roberto Giordano, pianoforte
La Bottega Discantica, (disc. 220),  euro 17,50

Acquista sul sito della Bottega Discantica

 

(gli ascolti sono ovviamente tratti dal cd recensito, il frammento di partitura è tratto dal sito imslp.org)

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Roberto Giordano. Inizia gli studi di pianoforte con Angela Masneri. Nel 1999 si diploma al Conservatorio “Rossini” di Pesaro con il massimo dei voti, lode e menzione speciale e contemporaneamente riceve il diploma di “Execution” presso l’Ecole Normale De Musique “A. Cortot” di Parigi, con “unanimité et félicitations” della giuria. Prosegue gli studi con Leonid Margarius e Piero Rattalino all’Accademia Pianistica di Imola, dove si diploma con il titolo di Master nel gennaio 2007. È stato particolarmente apprezzato da Vladimir Ashkenazy, nella sua esecuzione integrale degli studi di Chopin. Nel 2003 è premiato al Concours Musical International Reine Elisabeth de Belgique, a Bruxelles. In seguito a questo riconoscimento mondiale, il regista Gerard Corbiau realizza uno speciale-biografia su Giordano, che sarà trasmesso dalle maggiori emittenti del mondo: Roberto Giordano, d’un monde à l’autre. È ospite regolare delle maggiori sale ed enti internazionali, tra cui il Teatro alla Scala, Palais des Beaux Arts di Bruxelles, Teatro dell’Ermitage di San Pietroburgo, Minato Mirai Halldi Yokohama, Konzerthaus di Berlino, Mozarteum di Salisburgo, Philharmonia di Wrocław in Polonia, Accademia Filarmonica Romana, Settimane Musicali di Stresa, Pomeriggi Musicali di Milano, Forbidden City Concert Hall di Pechino. Svolge inoltre un’intensa attività concertistica nei paesi del Benelux, in Italia, in USA e Giappone sia come solista che con Orchestre di rilievo internazionale. Ha collaborato con RTBF radio e televisione Belga, come ospite di programmi culturali e musicali. Le sue esecuzioni sono state registrate e trasmesse da RTBF e VRT, Radio belga, RAI, Radiouno, Radiotre e Radio Vaticana, Classica Japan, Radio Classica, SKY Classica. Suona regolarmente con il baritono José van Dam.

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L'autore: Simeone Pozzini

È pianista e critico musicale. È stato tra i fondatori e successivamente direttore artistico del Festival ContemporaneaMente di Lodi. Ha registrato per Stradivarius. Ha fondato e dirige Il Corriere Musicale. È stato tra i collaboratori del canale televisivo Classica in onda su Sky.

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