Il doppio ne “ll Cigno Nero”, film sulla metamorfosi.

Vorrei sfatare un mito: questo non è un film sulla danza. Niente a che vedere con Scarpette rosse o Billy Elliot; siamo lontani mille anni dal film di genere.

E forse avremmo potuto immaginarlo anche prima di vederlo che un regista visionario come Darren Aronofsky non avrebbe potuto girare una pellicola incentrata sulla danza con l’attenzione posta solo ai movimenti, alle prove , ai passi ecc ecc. Certo, l’ambientazione è quella del Teatro affollato e brulicante di gelosie e recriminazione come solo può essere un teatro prima del debutto di un balletto. Si sprecano le inquadrature di scarpine che vengono allacciate, tutù svolazzanti e sbarre alle quale appoggiarsi. Ma il fulcro della narrazione sta da un’altra parte ed è tutto psicologico.

Nina Sayers  (la bravissima Natalie Portman che si è meritata l’Oscar per questa interpretazione) è una talentuosa ballerina del New York Ballet alla quale viene offerta la possibilità di realizzare il sogno della sua vita: interpretare il ruolo della protagonista ne Il Lago dei cigni, il balletto dei balletti, musicato da Čajkovskij  nel 1877. E lei è perfetta per interpretare Odette, il cigno bianco, così pura e tecnicamente ineccepibile. Quello che le manca sono la freschezza e la spudoratezza necessarie per diventare Odile, il cigno nero, il lato oscuro della donna-cigno.

Ed è qui che il discorso di Aronofsky si fa più interessante con una discesa lenta e inesorabile dell’ingenua Nina verso la scoperta del suo lato più nascosto, quel doppio spaventoso e nascosto che vive in ognuno di noi. A guidare la ragazza in questo viaggio ci saranno Lily (Mila Kunis) , la sua sensuale compagna di ballo, e l’ambiguo direttore artistico Vincent Cassel che tra una nottate d’amore lesbico e un passo a due molto sensuale faranno emergere l’Odette nascosta.

La regia si fa sempre più nervosa e concitata creando una progressiva confusione tra sogno e realtà tra la verità e il suo doppio: aumentano gli specchi, le inquadrature dai tagli più azzardati, le sensazioni stile horror che ci conducono fino all’inevitabile tragico finale.

A questo punto possiamo dire che Il Lago dei cigni è per Aronofsky un pretesto per parlare di altro. Del doppio, come abbiamo detto, ma anche di metamorfosi, del passaggio di Nina da bambina a donna adulta con tutte le sofferenze e gli scompensi che questo comporta.

Nella storia del cinema, il Lago dei cigni ha assunto il ruolo del balletto per eccellenza, stracitato ogni volta che si voglia parlare di danza in generale. Lo troviamo, per esempio, interpretato da Greta Garbo, in Grand Hotel, una delle prime commedie americane (Edmund Goulding 1932) o da Barbra Straisand che in Funny Girl (William Wyler 1968) si traveste da Odile per ballare con le Ziegfiled Girls tutte vestite di bianco!

Agata De Laurentiis

Il Cigno nero (Black Swan)

Regia: Darren Aronofsky
Sceneggiatura: Andres Heinz, Mark Heyman, John J. McLaughlin
Fotografia: Matthew Libatique
Musiche: Clint Mansell
con: Natalie Portman, Vincent Cassel, Mila Kunis, Barbara Hershey, Winona Ryder, Benjamin Millepied, Ksenia Solo, Kristina Anapau, Janet Montgomery, Sebastian Stan, Toby Hemingway, Sergio Torrado, Mark Margolis, Tina Sloan

 


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