Festival internazionale di musica “Pietre che cantano”

Il concerto dela violinista inglese Nicola Benedetti è in programma il 1 Agosto

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Concerti, opera, allestimenti tecnologici, rarita’ di musica medievale, workshop con i giovani, incontri di approfondimento e una notte in alta quota dedicata alla musica e alle stelle del cielo abruzzese: torna negli scenari artistici e incontaminati dei  borghi piu’ belli dell’aquilano il festival internazionale di musica pietre che cantano.

La musica e la cultura per dare slancio progettuale alla  ripresa del territorio disgregato dal sisma

Un programma per rappresentare la bellezza di un territorio, la ricchezza della sua storia e della sua arte, le sue forze più vivaci e innovative, quegli elementi distintivi su cui basare le speranze della ripresa e dello sviluppo: giunto alla sua dodicesima edizione il Festival Internazionale di Musica Pietre che cantano, ideato e diretto da Luisa Prayer, torna ancora una volta tra i borghi storici dell’Aquilano e della valle dell’Aterno con appuntamenti di musica, opera, cultura, un programma intenso che si svolge dall’1 al 20 agosto all’Aquila, Ocre, Bominaco, Fontecchio e Tione degli Abruzzi. Tra gli artisti in cartellone, si segnala particolarmente la presenza della violinista inglese Nicola Benedetti, affascinante e giovane solista ormai lanciatissima sulla scena internazionale.
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Torna in Abruzzo, nei borghi storici dell’Aquilano, a contatto con la storia e la natura abruzzesi, il Festival internazionale di Musica “Pietre che Cantano”, con una dodicesima edizione che presenta anche quest’anno un programma di grande spessore artistico e musicale, per far parlare e ricordare con la musica i luoghi d’arte dell’Aquila, di Ocre, Bominaco, insieme a Fontecchio e Tione degli Abruzzi, dove il festival approda per la prima volta.

Nove concerti, un’opera lirica, una Passione duecentesca, una intera sezione dedicata ai giovani musicisti, con workshop e concerti, due incontri di approfondimento, uno dedicato al rapporto tra musicisti e storia della cultura, l’altro dedicato alla ricerca filologica e musicale del Medioevo abruzzese, un happening musicale e astronomico in alta quota sul Sirente, e, per finire, un Convegno sull’iniziativa Missing/Disperso, lanciata lo scorso anno dal Festival, riflessione collettiva sul rapporto tra patrimonio artistico e qualità della vita, con particolare riferimento ai temi del recupero e della ricostruzione post-sisma.

«Musica, Arte e Natura, ma anche culto della Tradizione e slancio progettuale della Ricerca e della Innovazione sono i temi del cartellone degli appuntamenti della XII edizione di Pietre che cantano – precisa il Direttore Artistico del Festival Luisa Prayer – presentati  nei più pregiati luoghi d’arte e ambienti naturalistici dell’ampio territorio aquilano coinvolto, a partire dalla Città, con lo scenario proto-rinascimentale offerto dal Chiostro di S. Domenico, riaperto lo scorso anno proprio con un concerto del nostro festival, e poi nei borghi storici montani, là dove la vivace civiltà medievale abruzzese ha lasciato le testimonianze più significative, il Monastero di S. Spirito a Ocre, il complesso monumentale di Bominaco, la Collegiata di S. Maria del Ponte di Tione degli Abruzzi, il Convento di S. Francesco a Fontecchio, e, in alta quota, le Pagliare di Tione e Fontecchio sul Sirente. La XII edizione del Festival, tutta ambientata nel territorio aquilano che fu teatro del terremoto del 2009, rilancia la sua proposta 2011 con un programma ambizioso, che pone in evidenza la vivace e complessa identità di un territorio, rappresentata attraverso la narrazione della sua Storia e della sua Arte plurisecolari da una parte, e dall’altra dalla attualità della sua produzione culturale, testimoniata dalla vivacità degli studi, dagli esiti innovativi della ricerca che qui coniuga Arte e Scienza in modo originale, dalle valorizzazione delle giovani forze artistiche».

Prosegue Luisa Prayer a proposito del Festival e della sua missione culturale inserita nel territorio aquilano: «Abbiamo voluto dare, con questo programma, il nostro contributo alla riflessione collettiva su come ripartire, riprendere la strada dello sviluppo. Nel territorio disgregato dal sisma la cultura è oggi fondamentale collante di una società che necessita di stimoli e affermazioni positive di sé per rimanere coesa e per dare ai giovani prospettive consapevoli di realizzazione del proprio futuro, agli anziani certezza che venga coltivata una memoria delle cose, alla società in generale attestazione di un valore intrinseco riconosciuto del proprio contesto. Ritrovare le radici per ripensare un futuro coerente con la propria storia, con la propria identità».

Una speciale inaugurazione in due serate, all’Aquila e a Ocre,  apre l’edizione 2011 del Festival, rendendo omaggio ai due luoghi simbolo della sua storia: si tratta del Chiostro di San Domenico all’Aquila, riaperto al pubblico lo scorso proprio grazie ai concerti del festival, e del Monastero di Santo Spirito a Ocre, sede principale dei concerti fin dalla prima edizione del 2000. Il primo appuntamento, che, riferendosi ad una celebre definizione di Tchaikovsy,  ha per titolo “L’ensemble impossibile”, è in programma lunedì 1 agostoalle ore 20.00 e vede il debutto a Pietre che cantano di una giovanissima e affascinante star del concertismo internazionale, la splendida violinista inglese Nicola Benedetti , affermata interprete del grande repertorio violinistico, artista eclettica che spazia nei generi più diversi e che mette la sua notorietà anche a servizio di importanti azioni umanitarie.

Nicola Benedetti, con la sua energia e la sua creatività e il suo Earl Spencer Stradivari del 1712, si esibirà in trio con il giovane e affermato violoncellista tedesco Leonard Elschenbroich e il pianista anglo-ucraino Alexei Gryniuk, due affezionati ospiti e amici del festival. Il concerto, trasmesso in diretta da RAI – Radio Tre, prevede l’esecuzione del Trio n. 3 in sol min. di Schumann e del magnifico e monumentale Trio in la min. di Tchaikovsky.

A seguire, martedì 2 agosto, a Ocre alle ore 21.30, un grande evento musicale multimediale, “Lux et Tenebrae”: il Quartetto di Cremona, presenza sempre molto attesa dal pubblico del festival, sarà protagonista, insieme al compositore Michelangelo Lupone, di un concerto proiettato nell’attualità musicale e tecnologica contemporanea, con un allestimento spettacolare che si preannuncia di grande fascino. Saranno eseguiti brani per quartetto e di musica elettronica:  oltre al raffinatissimo Quartetto di Debussy, sarà eseguito “Black Angels”, per quartetto elettrificato, del compositore americano George Crumb, un potente e apocalittico affresco sonoro in tre quadri, il cui ascolto sarà potenziato dagli Olofoni di Lupone, proiettori luminosi di suono di sofisticata tecnologia, inseriti in una installazione sonora d’arte – che include la proiezione di brani di Lupone – e che investirà di suoni e luci le mura e il bosco del Monastero di S. Spirito d’Ocre.

Il concerto è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Nuovi linguaggi e Tecnologie del Conservatorio di Musica “A. Casella” dell’Aquila e il Centro Ricerche Musicali di Roma.

Mercoledì 3 agosto, nuovamente nel Chiostro di San Domenico all’Aquila alle 21.00, il Festival divaga dal consueto repertorio classico, con un omaggio alla nobile pratica dell’improvvisazione, in sé ampiamente esercitata anche dai più grandi compositori- concertisti- da Mozart allo stesso Liszt, il cui anniversario quest’anno il festival celebra in più occasioni. Onde sonore – Viaggio musicale nel Mediterraneo è il titolo della serata,  diretta dal versatile compositore e direttore  Enrico Blatti che, alla testa dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese, con il grande clarinettista Gabriele Mirabassi, noto soprattutto per le sue improvvisazioni jazzistiche, ma dalla natura musicale davvero camaleontica, firma un originale e multietnico programma di sound mediterraneo, basato su sue partiture ed arrangiamenti originali.

Giovedì 4 agosto il festival approda per la prima volta a Fontecchio, borgo antico situato nella valle dell’Aterno, all’interno del Parco Regionale del Sirente: alle ore 21.00, nel Chiostro del Convento di San Francesco, le cui origini risalgono al XII secolo, torna, per il suo secondo appuntamento, il trio formato da Nicola Benedetti, Leonard Elschenbroich e Alexei Grynyuk per eseguire, in una serata dal titolo Romance, un programma squisitamente romantico, con musiche di Schumann, Brahms ed ancora un capolavoro della letteratura russa per trio:  il secondo Trio di Rachmaninov.

A seguire, domenica 7 e lunedì 8 agosto, alle ore 21.00, i primi due appuntamenti della serie Anniversari. Quello di domenica, nella Chiesa di S. Panfilo d’Ocre, è dedicato a Gustav Mahler: il tenore Marcello Nardis – di origine aquilana, ma di casa in tutto il mondo musicale europeo – e il mezzosoprano Gabriella Sborgi, accompagnati al pianoforte dalla pianista Luisa Prayer, direttore artistico del Festival, eseguiranno – anche in due, in versione dialogica – alcuni fra i più bei cicli e Lieder del compositore austriaco, in omaggio al secondo centenario della morte; l’8 agosto, invece, al Monastero di Santo Spirito a Ocre, prima serata dedicata al bicentenario della nascita di Franz Liszt con una conversazione – intervista dal titolo “Années de Pèlerinage: ritratto del Musicista – Liszt, i Musicisti in viaggio, la Cultura” con Michele Campanella – pianista che dedica la sua intera attività artistica del 2011 proprio al compositore ungherese, di cui è riconosciuto interprete e studioso -, nel corso della quale verrà presentato il volume “Il mio Liszt” dello stesso Campanella, edito da Bompiani. Condurranno la conversazione Daniele Spini e Luisa Prayer. Il mezzosoprano Gabriella Sborgi, accompagnata al pianoforte da Luisa Prayer, commenterà musicalmente il tema, spaziando con fantasia e versatilità nei repertori più diversi.

Ancora Liszt è il protagonista del terzo concerto della serie Anniversari in programma mercoledì 10 agosto alle ore 21.00, al Monastero di Santo Spirito di Ocre: questa volta sono il violino di Marco Rogliano e il pianoforte di Andrea Dindo a dare al tema un originalissimo contributo. I due interpreti presentano un repertorio di rarissima esecuzione, che hanno di recente inciso per la Decca in  un Cd monografico:  le opere per violino e pianoforte di Liszt, nelle quali egli compete direttamente con Paganini, da cui l’ungherese, giovanissimo, derivò la feconda intuizione di un nuovo modernissimo genere di concertismo, basato sulla meraviglia del virtuosismo, e sul culto divistico del concertista. Completano il programma tre Capricci di Paganini nella versione con accompagnamento pianistico di Schumann, e una rara Fantasia scritta a Weimar, sotto il diretto influsso di Liszt, dal grande violinista tedesco Joachim.

L’opera lirica ritorna al festival Pietre che cantano con “Rossini al Chiostro”, in una serata che ha come protagonisti i giovani cantanti vincitori del Concorso per voci liriche ArteinCanto di Basciano: la rossiniana farsa giocosa Il Signor Bruschino viene messa in scena venerdì 12 agosto, alle ore 21.00, nel Chiostro di San Domenico all’Aquila da Enrico de Feo. Gianfranco De Lorenzo dirige l’Orchestra Sinfonica Abruzzese. Nel chiostro sarà allestito un vero e proprio piccolo teatro storico, con il mobile Pocket Theatre della Istituzione Sinfonica Abruzzese.

Giornata speciale quella di domenica 14 agosto a Bominaco, nelle Chiese del complesso monumentale. Nella Chiesa di S. Maria Assunta sarà presentata, alle ore 22.00, la passione giullaresca “Ore plangamo de lu Siniore”, uno spettacolo prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo e dall’Istituto Abruzzese di Storia Musicale in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e il patrocinio della Curia Metropolitana dell’Aquila. Il musicologo Francesco Zimei, da anni attento studioso della cultura musicale medievale, ha ricostruito la drammaturgia e le musiche dello spettacolo, partendo dal più antico frammento di melodia su testo volgare italiano (1150, Abbazia di Montecassino), corrispondente ad un testo più ampio e completo rinvenuto nel Codice aquilano di Celestino V (XIII sec). Lucilla Galeazzi e gli attori-musicisti della compagnia Hora Decima si confronteranno con un raro genere di spettacolo, in un evento teso a valorizzare la ricchezza degli spunti della culturale medievale aquilana. L’allestimento di questa antica Passione ricompone sulla scena elementi scaturiti da una approfondita ricerca filologica e coerenti con il momento storico originario. Si tratta anche, probabilmente, del primo spettacolo in tempi moderni a presentare sulla scena, secondo il costume dell’epoca, l’uso di un crocifisso dagli arti snodabili, realizzato per l’occasione, su modello di un originale del XIII sec. conservato a Fontecchio, dallo scultore Paolo Iacomino, docente all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. La stessa coerenza è applicata al disegno dei costumi, ripresi dalla storica dell’arte Giovanna Di Matteo dalle figure degli affreschi dell’Oratorio di San Pellegrino a Bominaco, ai gesti e alle movenze dei personaggi, curati da Lorenzo D’Amico, pure ricavati dall’iconografia del tempo e da antiche tradizioni popolari,  e perfino all’uso di alcuni strumenti musicali, la cui presenza appare suggestivamente documentata nelle scene della trecentesca Via Crucis della chiesa di Santo Stefano a Castelnuovo.

Lo spettacolo, della durata di circa un’ora, ha una geometria di tipo cruciforme: aperto e concluso da una processione – recante, nella scena finale, il feretro del Cristo morto, con la partecipazione del pubblico –sarà ambientato, secondo il tipico anacronismo medievale, all’interno della Chiesa, avendo come fulcro centrale il Crocifisso, gli altri personaggi disposti ai suoi lati, secondo l’iconografia del tempo.

L’Istituto IASM curerà una speciale presentazione al pubblico dei contenuti filologici dello spettacolo, a cura di Francesco Zimei e Giovanna Di Matteo, che si terrà prima dello spettacolo, alle ore 21.00, nell’ Oratorio di S. Pellegrino a Bominaco, alle cui pitture si ispirano i costumi realizzati per lo spettacolo.

A conclusione della prima sezione del festival, martedì 16 agosto al Monastero di Ocre, alle 21.00, è in programma il quarto appuntamento del ciclo Anniversari, un recital solistico del pianista Maurizio Baglini, che si è imposto all’attenzione, nelle ultime stagioni concertistiche e con le sue importanti incisioni discografiche premiate a livello internazionale, come interprete dall’originale personalità, di grande virtuosismo e vastissimo repertorio. Baglini amplia con questo recital, dopo il grande successo personale della scorsa edizione, il suo contributo alle celebrazioni lisztiane del Festival, con un programma che rivendica lo splendore delle pagine più celebri e amate dal pubblico: Studi trascendentali, Studi da Paganini, Mephisto Valzer, II Rapsodia ungherese.

Dal 17 al 20 agosto, si apre una seconda sezione del festival, intitolata “Festival di domani”, un programma dedicato alla valorizzazione dei giovani concertisti con un workshop di musica d’insieme a Fontecchio e Tione degli Abruzzi, che prepara i due concerti conclusivi. Infatti, venerdì 19 e sabato 20 agosto, saranno i Maestri – Luisa Prayer insieme a Simone Gramaglia e Giovanni Scaglione del Quartetto di Cremona – e sedici giovani concertisti appositamente selezionati per il workshop, a concludere il festival con un doppio appuntamento, che includerà l’esecuzione di brani cameristici di Gustav Mahler. “Musica nei paesaggi dimenticati”, questo il titolo dei due prolungati happening musicali e naturalistici, che offriranno al pubblico una serie di concerti di 30 minuti, alternati a pause altrettanto lunghe per godere del paesaggio o spostarsi da un luogo all’altro delle performance. Il primo appuntamento negli scenari suggestivi delle Pagliare di Tione degli Abruzzi, venerdì 19 dalle 15.00, villaggi d’alta quota sul Sirente che sono ancora oggi, immutati, gli stessi di quattro secoli fa, dove i più sportivi potranno arrivare anche a cavallo o a dorso d’asino. Dopo la musica, la notte sarà riservata, fino alle 24.00 al l’iniziativa chiamata “Astromania”, alla contemplazione del silenzio e delle stelle, immersi nella assoluta magica oscurità dei monti del Sirente. Dopo il secondo concerto, sabato 20 agosto alla Collegiata di S. Maria del Ponte a Tione e nel borgo storico di Fontecchio, con inizio alle ore 19, si terrà, invece, la festa di chiusura del “Festival di domani”.

Con una anteprima in programma nei giorni 11 e 12 agosto a Ocre e 18 e 19 agosto a Fontecchio, durante i quali si terrà Focus – Il workshop di reportage fotografico, ossia una riflessione collettiva su patrimonio artistico e vita quotidiana con il fotoreporter Mario Boccia, si arriva al terzo ed ultimo momento della lunga stagione di Pietre che cantano, il 1° e 2 ottobre. In occasione dell’inaugurazione del Museo comunale archeologico del Monastero di S. Spirito, il cui allestimento, con il patrocinio della Soprintendenza Archeologica d’Abruzzo, è curato dagli archeologi Vincenzo D’Ercole e Fabio Redi, responsabili degli scavi condotti a Ocre negli ultimi anni, il festival organizza, in concomitanza, un convegno sui temi proposti dalla campagna ”Missing/Disperso” lanciata da “Pietre che cantano” nel 2010, una serie di riflessioni scaturite dall’esperienza del sisma e della perdita di un paesaggio quotidiano, qui profondamente caratterizzato dalle tracce della storia e dell’arte. Il convegno è organizzato insieme alla associazione Amici dei Musei d’Abruzzo,  al Comune di Ocre e  al Comune di Fontecchio, promotore del progetto “Statuto dei Luoghi”, e darà voce a sociologi, architetti, urbanisti, storici, alle associazioni locali che hanno presentato loro proposte per la ricostruzione post-sisma, e al pubblico, chiamato a partecipare, oltre che attraverso il materiale raccolto con il workshop di fotografia, con la diffusione su Facebook del dibattito.

 

 

Info e prenotazioni:

Associazione Culturale Pietre che cantano, Sede Municipale, Ocre

tel. + 39 389 0476702

info@pietrechecantano.itwww.pietrechecantano.it

Facebook Pietre che cantano

 

Biglietti: 8 e 10 Euro.

Speciali riduzioni per i residenti under 26 e over 65. Ingresso gratuito per i portatori di handicap.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili per gli appuntamenti del 14, 19 e 20 agosto.

E’ gradita la prenotazione per il cocktail del 2 agosto e la cena dell’8 agosto.

 

Prenotazioni: info@pietrechecantano.it – 389 047 6702

 

Comunicato stampa

 


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