Il Settembre dell’Accademia a Verona compie vent’anni

Daniel Barenboim dirige la Filarmonica della Scala (foto di Silvia Lelli)

Quattro lustri esatti. Questo l’importante compleanno che si appresta a festeggiare il Settembre dell’Accademia, rassegna concertistica al Teatro Filarmonico che da vent’anni accompagna in musica l’autunno veronese.

Nata nel 1992, ha regalato al pubblico nel corso di due decenni 158 concerti, ospitando 99 ensemble fra orchestre, cori e gruppi da camera, 92 direttori  e 108 solisti. Per spegnere le venti candeline il direttore dell’Accademia Filarmonica Luigi Tuppini ha chiamato in città vere e proprie star della musica classica: otto orchestre, fra le quali alcune tra le migliori sulla scena internazionale (Filarmonica della Scala, Orchestra Nazionale di Santa Cecilia, Israel Philharmonic Orchestra, Wiener Philharmoniker) e quattro autentici giganti della direzione come Daniel Barenboim, Antonio Pappano, Zubin Mehta e Georges Prêtre.

Il via alla rassegna lo danno il 1 settembre I Virtuosi Italiani, orchestra di casa a Verona ma dal curriculum internazionale, che guidati dal violinista Alberto Martini presentano un programma dedicato alle «Serenate» per archi di Mozart, Čajkovskij, Elgar e Dvořák. La scelta de I Virtuosi Italiani non è casuale: per il secondo anno consecutivo il Settembre dell’Accademia affida il concerto d’anteprima ad una realtà musicale veronese e rinnova anche la collaborazione con Fondazione Arena, che il 2 ottobre impegnerà l’Orchestra e il Coro in un programma di ispirazione spirituale e religiosa  con sinfonie, arie e cori tratte da opere di Verdi, Rossini, Mascagni e Wagner.

Il festival entra nel vivo il 5 settembre con la Filarmonica della Scala diretta da Daniel Barenboim in un programma che si articola tra Settecento e inizio Ottocento. La serata vedrà il musicista argentino, per la prima volta a Verona, impegnato nella doppia veste di direttore della Sinfonia n.3 in mi bemolle maggiore op.55 “Eroica” di Beethoven e della Sinfonia dalla Semiramide di Rossini, e di solista nel mozartiano Concerto per pianoforte e orchestra n.26 K537 “Incoronazione”.

L’11 settembre sarà la volta della Prague Philharmonia diretta dall’inglese Jan Latham-Koenig, che nella prima parte della serata propone una lettura dell’Ouverture da  Le nozze di Figaro di Mozart e della Sinfonia n. 4 in la maggiore “Italiana” di Mendelssohn. Nella seconda parte, invece, l’estroso Fazil Say sarà interprete del Concerto per pianoforte e orchestra in sol maggiore di Ravel e della Rapsodia in blu di Gershwin.

Un omaggio all’anno delle cultura cinese in Italia è invece il concerto del 16 settembre, con l’arrivo della Zhejiang Symphony Orchestra diretta da Muhai Tang e un programma dedicato alla musica contemporanea del Paese asiatico con brani di Shi Wanchun (Ouverture festival), Liu Yuan (Ricordo della montagna A-Wa) e trascrizioni di brani tradizionali realizzate da Zhao Songting e Qian Zhaoxi (La nuvola d’argento insegue la luna e Il volo della pernice), ma anche la Sinfonia in mi minore “Dal Nuovo Mondo” di Dvořák. Grande attesa per l’arrivo a Verona di Antonio Pappano e dell’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia, il 20 settembre, che insieme al pianista Denis Matsuev saranno interpreti del Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Rachmaninov, preceduto e seguito dal Preludio sinfonico di Puccini e Shéhérazade di Rimskij-Korsakov.

Il 25 settembre la Israel Philharmonic Orchestra, guidata dal suo direttore Zubin Mehta, propone un viaggio musicale che partendo da Albeniz e Debussy esplode nell’esuberanza ritmico-coloristica del Capriccio Spagnolo di Rimskij-Korsakov e del Bolero di Ravel. La rassegna chiude col botto: il 28 ottobre ritornano i Wiener Philharmoniker diretti dalla bacchetta del sommo Georges Prêtre nell’interpretazione della Sinfonia “Incompiuta” di Schubert e della  Settima Sinfonia di Bruckner. Al già ricco cartellone viene aggiunto il 10 ottobre un concerto fuori abbonamento con i Berliner Symphoniker diretti dal veronese Nicola Guerini in un programma incentrato sul sinfonismo mitteleuropeo fra Sette e Ottocento da Beethoven a Mendelsshon e Schubert.

Anna Barina
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L'autore: Anna Barina

Giornalista e musicologa, dopo il diploma in viola al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia si laurea con il massimo dei voti e la lode in Scienze dell’Educazione ad indirizzo musicale presso l’Università di Trieste (quadriennale del vecchio ordinamento) e in Beni Musicali e Musicologia presso l’Università “Cà Foscari” di Venezia affiancata da Quirino Principe e Giovanni Morelli. È il critico musicale del Corriere di Verona e collabora con periodici, quotidiani e riviste nazionali scrivendo di musica. All’attività giornalistica affianca quella di ufficio stampa, comunicazione e pubbliche relazioni per artisti, festival e istituzioni musicali

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