I muri bianchi di Endenich, nuovo lavoro di Giorgio Colombo Taccani

[wide]

Il compositore Giorgio Colombo Taccani

[/wide]

Il compositore Giorgio Colombo Taccani, nato a Milano nel 1961 e docente di composizione presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino, racconta il più drammatico topos schumaniano, quello della malattia mentale. In modo particolare con I muri bianchi di Endenich, per pianoforte,  viene esplorato l’ultimo periodo di vita del compositore, trascorso nel manicomio di Endenich. La composizione, pubblicata dalle edizioni Suvini Zerboni, sarà eseguita dalla pianista Adele D’Aronzo  in prima esecuzione assoluta al Festival delle Nazioni di Roma martedì 20 Settembre. A guardare la partitura si direbbe che l’esplorazione di questa dimensione “del bianco” non è solo letteraria e ideale, ma anche pianistica: sia perchè, come ci spiega il compositore, emergono frammenti dalla seconda sonata di Schumann, ma anche per il disegno di un gesto pianistico che pare omaggiarne novecentescamente la scrittura a tratti vorticosa e lirica.

La prima pagina de “I muri bianchi di Endenich”, ed. Suvini Zerboni

Così Giorgio Colombo Taccani introduce la nuova opera: «Robert Schumann trascorre gli ultimi due anni di vita nel manicomio di Endenich, presso Bonn. Assistito amorevolmente dalla moglie Clara e da Brahms, vede divenire sempre più precari i rapporti con il mondo reale. I muri bianchi di Endenich trae il proprio spunto iniziale nella risonanza di questa situazione esistenziale dolorosamente frantumata: la tensione che accompagna quasi tutte le scelte figurali, sempre parossistiche ed eccessive, si disgrega in continui cambi di scena e in frenetiche rincorse di situazioni diverse, appena mitigate da brevi ripiegamenti più silenziosi. Con un’impostazione strutturale apertamente asimmetrica, questo convulso alternarsi di apparizioni repentine si blocca di colpo nell’ultima estesa sezione del lavoro, volutamente uniforme ed elementare: una lunga successione di accordi in fortissimo attraversa lentamente tutta la tessitura del pianoforte dall’acuto al grave. Come anche precedentemente, ma forse ora in modo più chiaro, emergono frammenti provenienti dalla Seconda Sonata per pianoforte di Schumann, a partire dai quali è costruito l’intero brano».

Festival delle Nazioni, Teatro di Marcello

martedì 20 Settembre, ore 20,30
Via del Teatro di Marcello 44
Roma


© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'autore: Simeone Pozzini

È pianista e critico musicale. È stato tra i fondatori e successivamente direttore artistico del Festival ContemporaneaMente di Lodi. Ha registrato per Stradivarius. Ha fondato e dirige Il Corriere Musicale. È stato tra i collaboratori del canale televisivo Classica in onda su Sky.

Perché non dire la tua? Leggi e accetta la Policy sui commenti