Giovanni Morelli, un ricordo.

Giovanni Morelli (foto Gianni Di Capua)

Lo scorso luglio è scomparso il musicologo Giovanni Morelli, nato a Faenza nel 1942. Un’allieva e nostra collaboratrice lo ricorda così.

Non potrò mai dimenticare il mio primo incontro con Giovanni Morelli. Avevo appena terminato il liceo e ancora alle prese con gli studi al Conservatorio scelsi come primo esame all’Università il suo corso di Storia della Musica. Lo confesso: quell’uomo quasi eccentrico e dall’aria un po’ burbera, che girava per il dipartimento indossando babbucce colorate e che raccontava Debussy in modo per me allora incomprensibile, mi incuteva un certo timore.  Ancora non sapevo quanto ne avrei stimato le doti intellettuali e umane, prima come professore e relatore della mia tesi di laurea, poi come guida e complice delle successive ricerche musicologiche. Non potevo nemmeno immaginare quanto potesse pesare il silenzio della sua assenza, oggi che non è più con noi. Giovanni Morelli se ne è andato in una calda giornata dello scorso luglio, in punta di piedi, così come nella riservatezza ha sempre scelto di vivere la sua vita. Mente illuminata e insostituibile della musicologia internazionale, attento alle esperienze antiche come alle avanguardie, ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo cultura, italiana e non solo.

Nato a Faenza il 14 maggio del 1942, arrivò a Venezia nel 1978 a seguito dell’incarico per l’insegnamento della musicologia dall’Università di Ca’ Foscari. Nel 1994 divenne professore ordinario, insegnando Storia della musica contemporanea, Filologia musicale, Musicologia sistematica e Storia e critica del testo musicale. Dal 1995 era presidente del corso di laurea in Conservazione dei Beni culturali e tra il 1998 al 2003, coordinatore didattico dei corsi di laurea in Tecniche artistiche e dello spettacolo, Musicologia e Beni Musicali, e di Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale. Ha lasciato un indelebile segno nella vita artistica veneziana: come direttore dell’Istituto per la Musica della Fondazione Cini per cui ha svolto un ruolo fondamentale nella valorizzazione dei fondi Malipiero, Respighi, Casella, Rota, Togni, Milloss, come consigliere d’amministrazione della Fondazione Levi, della Fondazione Benetton Studi e Ricerche e dell’Istituto Veneto di Scienze di Lettere ed Arti di cui era socio effettivo.  Il suo ultimo libro, Prima la musica, poi il cinema, testimonia come l’ampiezza dei suoi interessi e la curiosità intellettuale andassero sempre oltre. Un Maestro insostituibile, anticonformista e generoso per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di percorrere con lui anche solo un breve tratto di vita.

Anna Barina

 


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L'autore: Anna Barina

Giornalista e musicologa, dopo il diploma in viola al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia si laurea con il massimo dei voti e la lode in Scienze dell’Educazione ad indirizzo musicale presso l’Università di Trieste (quadriennale del vecchio ordinamento) e in Beni Musicali e Musicologia presso l’Università “Cà Foscari” di Venezia affiancata da Quirino Principe e Giovanni Morelli. È il critico musicale del Corriere di Verona e collabora con periodici, quotidiani e riviste nazionali scrivendo di musica. All’attività giornalistica affianca quella di ufficio stampa, comunicazione e pubbliche relazioni per artisti, festival e istituzioni musicali

Ci sono 2 commenti all'articolo

  1. Angela

    Mi manchi tantissimo.La tua ironia elegante,la tua erre moscia.
    Dovevamo vederci,e per colpa mia non ci siamo visti.
    È colpa mia, sono sempre la solita pigra !
    Scusami Gianni!

  2. gidicapua

    Per deformazione professionale mi porto sempre nel taschino un apparecchio fotografico da estrarre non importa dove e soprattutto quando. Quel giorno eravamo di commissione, ci avevano assegnato l’aula appena ristrutturata dalle ampie vetrate e senza persiane che affacciava sul cortile dell’Ateneo, a San Sebastiano. Il sole vi balenava con violenza. Tra una discussione di tesi e l’altra, Giovanni guardandomi disse: “vedrai a mezzogiorno”. Infatti, da li a poco, eravamo tutti abbagliati da un intenso bagliore.

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