Dedicatoria, la Spagna per flauto e pianoforte

Dedicatoria è il titolo con cui Claudia Giottoli (flauto) e Raffaele D’Aniello (piano) racchiudono in una registrazione per Stradivarius alcuni rari lavori del novecento spagnolo.

Salvator Brotons, Federico Moreno Torroba, Julián Menéndez, Manuel Infante, Jesús Guridi, Montserrat Torras, Joachin Rodrigo, Xavier Montsalvadge, Óscar Esplá, Amando Blanquer, Manuel Palau, i compositori registrati. Un’ampia panoramica attorno ad un repertorio poco frequentato e che trova il centro del suo interesse nell’unione, che è intreccio, di folklore, cioè tradizione popolare o popolareggiante, e modernità del linguaggio musicale. L’ispirazione più schiettamente folklorica è del Nocturno di Menendez, ancora di sapore tardo romantico, di Tirana di Guridi e della Chanson gitane di Infante. Qui il melos ondulato tipicamente spagnolo, danzante nei ritmi, ora incalzanti ora accomodanti, e il colore leggero e sfuggente del flauto evocano inevitabilmente atmosfere lontane, conturbanti.

E anche se il motivo della tradizione folklorica nazionale rimane l’idea ricorrente di questo percorso musicale, la Sonata op. 21 di Brotons, Three Movements for Sarah di Torras e la Sonatina Jovenivola di Blanquer fanno già parte di quel repertorio che trovando la sua fonte nel ricco bacino del “popolare”, se ne distacca per forma di pensiero, di linguaggio e si sporge verso la ricerca di strutture armoniche che sono piuttosto scelte timbriche. Interessante, anche per la storia curiosa relativa alla sua commissione, la Serenata a Lydia Cadaqués di Xavier Montsalvadge. Commissionata da Jean Pierre Rampal, celebre flautista francese che fu pure l’autore della prima esecuzione, l’opera è ispirata all’anziana moglie di un pescatore di Cadaqués conosciuto per le sue profezie sibilline, il quale aveva suscitato l’interesse di molti intellettuali catalani. L’atmosfera è “astratta e contemplativa” dove “ la melodia del flauto e gli accordi del pianoforte si riducono in frammenti sonori percepiti come reminiscenze ellittiche e fuggitive, isolate, come se ignorassero l’ambizione di compiersi se non nel silenzio” (Raffaele D’Aniello).

Claudia Giottoli è protagonista abile nell’alternarsi o rimescolarsi di melodie, ritmi e dinamiche tanto differenti quanto evocative. È ben accompagnata da Raffaele D’Aniello, assai espressivo nel suono e sensibile nel pensiero, come dimostra nella breve introduzione ai brani contenuta nel libretto allegato.

Laura Bigi

 


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