Trovatore al Teatro la Fenice

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foto di Michele Crosera

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L’opera di Verdi arriva a Venezia (in scena fino all’11 dicembre) dopo il debutto a Parma nel 2010. Mutuate scene, allestimenti e regia, nuovo il cast


di Elena Filini


LA VENDETTA È DONNA. Come la luna, che con ritmo inarrestabile proietta la sua falce sulla terra. È con progressivi tagli di luna, alla fine intera imporporata di sague, sulle pendici di un mondo acre, sassoso, di una landa che è già un deserto che va in scena questa vicenda al femminile, dove la vendetta scandisce la sorte di donne destinate a partorire figli e a vederli inutilmente morire. L’appéal delle scene di William Orlandi, un piano inclinato con pochi elementi, illuminati dal bel gioco di luci di Christian Pinaud è, insieme alla concertazione trasparente e dimensionata di Riccardo Frizza, la nota positiva di questo Trovatore veneziano in scena fino all’11 dicembre ed in coproduzione con il Teatro Regio di Parma.

La seconda compagnia ascoltata martedì 6 dicembre, annovera Stuart Neill nel titolo del ruolo. Un interprete che oggi è molto richiesto per Manrico, debuttato a Stoccolma due anni fa, complice la straordinaria facilità con la quale risolve la cabaletta “Di quella pira”, con si naturale relativo, tenuto con comodità ben oltre i limiti prestabiliti dalla musica (e che anche qui gli è valso un prolungato applauso). La sensazione è comunque che Neill, Pira e acutissimi a parte, sia in intermittente sintonia con il Trovatore verdiano. Monolitico scenicamente, incurante della parola verdiana, ha un approccio al personaggio che è eufemistico definire generico. Potenzialmente più vicino al ruolo è sembrato Vitaly Bilyy per il conte di Luna. Tuttavia un’emissione costantemente ingolata (evidente soprattutto nella prima ottava) ha tolto fascino e magia ai cantabili, a procedere dal giustamente atteso”Il balen del suo sorriso”.

Anna Maria Chiuri mette un gran temperamento a beneficio del ruolo di Azucena: tuttavia solleva una certa perplessità l’oscillazione degli acuti e soprattutto il continuo affondo nelle note di petto, anche in tessiture al limite. La musicalità, l’aderenza al personaggio e la struggente dolcezza con cui ha cantato il duetto finale “ai nostri monti” rendono tuttavia la sua prova comunque interessante e farebbero desiderare di ascoltarla in repertori meno stentorei. Kristin Lewis è un’affascinante Leonora, che gioca le sue carte, essenzialmente liriche, con grande dominio tecnico. E’ al momento una vocalità troppo leggera per questo ruolo, ma fa molto bene ciò che fa e soprattutto è attenta ad amministrarsi (forse qualche esagerazione nell’uso dei filati e delle mezzevoci). Convincente, ben timbrato e musicalmente efficace il Ferrando di Ugo Guagliardo; buona la prova di Cosimo d’Adamo nel ruolo di Ruiz mentre molto problematica la Ines di Anna Maria Braconi e corretti Enzo Borghetti e Giovanni Deriu per un vecchio zingaro e il messo. Compatta e reattiva l’orchestra del Teatro la Fenice e davvero brillante il coro istruito da Marino Moretti, soprattutto la parte maschile. La regia di Lorenzo Mariani, ultratradizionale, coglie qua e là dei momenti di involontario umorismo (in alcune scene corali ad esempio, con “Chi del gitano..” con il calice alzato e abbracciati con effetto ola). Per il resto è una specie di cornice, che tuttavia non illumina di particolare garbo la straordinaria partitura verdiana.

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L'autore: Elena Filini

Laureata in Filosofia all'Università di Ca' Foscari, diplomata in canto lirico al conservatorio di Verona e in canto barocco al Centre de musique Ancienne di Ginevra, musicista e giornalista. Studiosa di storia della vocalità e del teatro in musica di fine Settecento, collabora con Fondazione Mozarteum di Salisburgo, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Comunale di Treviso, Ente Maria Luisa de Carolis di Sassari, Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi. Iscritta all'ordine dei giornalisti, collabora da un decennio come critico musicale con il quotidiano Il Gazzettino. Tra le pubblicazioni principali: Pèntiti! Milo Manara legge Don Giovanni. Note introduttive alla mostra, Libertini, poeti, avventurieri. I librettisti veneti di fine Settecento, Conversazione musicale con Andrea Zanzotto, Amanti costanti: prima esecuzione in tempi moderni de La Vera Costanza di F.J. Haydn, L'amore ai tempi dell'avvolgibile – Guida ai "Due Timidi" di Nino Rota. Ha pubblicato i libri Musica a Conegliano XIX-XX secolo, Teatro Mario del Monaco di Treviso e Il concorso internazionale per cantanti Toti dal Monte: un quarantennio di debutti a Treviso. È invitata da Zecchini editore a curare alcune voci per la prossima guida dedicata alla Musica da Camera, in uscita nel 2012. È docente di canto lirico ed arte scenica all'Istituto "A. Miari" di Belluno, dipartimento provinciale del conservatorio di Vicenza. È docente ospite ai corsi d'interpretazione musicale di Monte San Savino.

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