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La RSB omaggia “Ottobre” di Ėjzenštejn-Meisel

Edmund Meisel


La Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin ha suonato dal vivo la colonna sonora (in parte ricostruita) di Edmund Meisel per il capolavoro cinematografico “Ottobre” di Ėjzenštejn alla 62° edizione della Berlinale


di Barbara Babic


Berlino – «Ėjzenštejn aveva bisogno di una musica che potesse sottolineare la particolarità del suo montaggio ‘ritmico’ […] insomma una composizione che potesse adattarsi perfettamente all’immagine e che potesse svilupparsi insieme alla vicenda narrata. […] La colonna sonora per Ottobre, che rappresenta per me una confessione, deve diventare il mio più grande e migliore lavoro!».  Si tratta di una dichiarazione del compositore tedesco Edmund Meisel (Vienna, 1894 – Berlino, 1930) - in un’intervista al giornale “la Nuova Russia” nel 1928 – relativamente agli inizi della stesura della musica per il leggendario film russo Ottobre (Oktjobr’), commissionato a Ėjzenštejn in occasione delle celebrazioni per il decimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre del 1917.

Il film – che rappresenta la seconda collaborazione Ėjzenštejn-Meisel dopo la celebre Corazzata Potëmkin – venne presentato al Bolshoi di Mosca il 14 marzo 1928 e subì da subito sia il peso di molte critiche che una pesante censura: è stato calcolato che vennero tagliati circa 40 minuti di film (quasi 1100 metri di pellicola), relativi in particolare alle scene su Trotsky e Zinov’ev, protagonisti dell’opposizione di sinistra.  La prima berlinese non fu di certo più fortunata: sotto il titolo 10 Tage, die die Welt erschütterten I il film, accompagnato da un’orchestra di settanta elementi, venne duramente criticato: il regista venne degradato ad un «corrispondente di corte della rivoluzione» mentre la musica di Meisel venne definita «monotona e snervante».  A posteriori, grazie al ritrovamento di alcuni documenti, si scopre che parte dell’insuccesso dell’opera sia stato dovuto da una parte alla stampa di molti errori nelle partiture, dall’altra a una pessima sincronizzazione tra immagine e musica.

Quest’ultimo aspetto non è certo rimproverabile agli esecutori che accompagnavano la versione integrale restaurata del film (grazie all’integrazione di diverso materiale conservato al Filmmuseum di Monaco, all’EYE Instituut di Amsterdam e al Bundesarchiv-Filmarchiv di Berlino) in occasione della 62° edizione della Berlinale. La performance ha visto davanti allo schermo interpreti d’eccellenza: la Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin (RSB) è stata diretta in quest’occasione da Frank Strobel (*1966), musicista che vanta di una pluriennale esperienza nell’ambito del repertorio del film muto, sia nelle vesti di direttore che come compositore/arrangiatore nella delicata fase di ricostruzione delle musiche. La sincronizzazione tra il video e le immagini era impeccabile e l’orchestra, che rispondeva con prontezza ai precisi gesti del direttore, ha dato risalto al film rimanendo in linea con gli intenti di Eisenstein («La musica ha l’obiettivo di far concentrare lo spettatore sul film») ma senza passare mai in secondo piano,  distinguendosi per l’accuratezza delle dinamiche, mai eccessive. La partitura orchestrale è stata arrangiata, su commissione di ZDF/ARTE, dal compositore tedesco Bernd Thewes (*1957) che già in passato per la Berlinale si era occupato della ricostruzione di un altro film musicato da Meisel: Berlino, Sinfonia di una grande città di Walter Ruttmann.

Edmund Meisel


Nato a Vienna nel 1894, si trasferì a Berlino con la famiglia, dove intraprese presso la scuola musicale John Petersen lo studio del violino e composizione. Iniziò la carriera come violinista presso la Blüthner Orchester per poi dedicarsi a partire dal 1918 alla direzione d’orchestra presso diverse istituzioni concertistiche e operistiche della città. A partire dal 1924 cominciò a collaborare con il regista tedesco Erwin Piscator nell’ambito dei suoi allestimenti teatrali dichiaratamente schierati a sinistra: si ricordano in questo ambito le musiche di scena per Hoppla, wir leben! (1927) e Le avventure del prode soldato Schweijk (1928), interessanti concentrati di canzone politica, effetti rumoristici (creati attraverso una sorta di ‘intonarumori’), intermezzi jazz e parodie di inni nazionalistici. Parallelamente conduceva con successo la carriera di compositore per il cinema: La Corazzata Potëmkin (1926) e Ottobre (1928) con Ėjzenštejn, La montagna sacra con Fank (1926), Berlino – Sinfonia di una grande città con Walter Ruttmann (1927) e molti altri.  Si spense prematuramente a causa di una malattia fulminante il 14 novembre 1930 all’età di 36 anni.

Il materiale su cui ha lavorato il compositore proviene per la maggior parte dall’Archivio statale russo di arte e letteratura di Mosca (la partitura pianistica e alcune parti staccate per archi e percussioni)  e rappresenta il secondo tentativo (di certo il meglio riuscito) di ricostruire la partitura originaria: un primo  avvenne infatti negli anni Settanta per opera di David Kershaw (Università di York)  che curò una versione per orchestra servendosi solamente delle parti conservate al British Institute, non tenendo purtroppo in considerazione lo spartito pianistico conservato a Mosca. Compito di Thewes è stato anche quello di aggiungere alcune parti di raccordo per un totale di 25 minuti circa di musica (in particolare nel V atto): seguendo le indicazioni di Meisel e aggiungendo frammenti di materiale nuovo, il compositore è riuscito a creare un equilibrato continuum sonoro senza dare l’impressione di un intervento esterno.

Un’iniziativa lodevole che ha ridato lustro e voce a un film leggendario  e che per due ore ha trasportato – con il suo travolgente ritmo musicale e cinematografico – il pubblico berlinese (2000 persone presso il Friedrichstadtpalast) nell’epoca (più o meno dorata) dei ruggenti anni Venti.

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