Kuhn, Ein Deutsches Requiem

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Laico e nordico: sotto la bacchetta di Gustav Kuhn l’Orchestra e il Coro Haydn regalano una lettura di Ein Deutsches Requiem di Brahms sospesa tra grandiosità e raccoglimento.


di Emilia Campagna


Lettura accurata, che percorreva le brume e le nebbie di una partitura non liturgica ma intensamente religiosa e che nel coro ha la sua voce principale: e la compagine vocale dava gran mostra di sé, prima nel colpo d’occhio del dispiegamento di forze, frutto dell’accorpamento di più cori (l’amatoriale Coro Castelbarco di Avio, i professionisti dell’Ensemble Contiuum – preparati da Luigi Azzolini –, il Südtiroler ensemble e la Camerata vocale Innsbruck – maestro preparatore Wilhelm Tschenett), poi nella massa sonora decisamente imponente ma capace di piegarsi alle sfumature di toni e colori: un bell’impasto timbrico, decisamente morbido nei registri medi e gravi, solo con qualche punta di asprezza nelle voci di soprano. Notevole la prova dell’orchestra, discreta nella presenza, mai ingombrante, a sostegno del coro, sempre tenuto come protagonista nel dialogo intenso con il direttore Gustav Kuhn. E nell’idea di fede come momento collettivo, come espressione dell’umanità tutta, il solismo ha due autentiche gemme nel cuore del Requiem. Vi prestavano voce il baritono Konrad Jarnot, timbro affascinante dall’imperioso metallo, e Martina Bortolotti, apprezzatissima nella sostituzione last minute dell’indisposta Annette Fritsch.

Appuntamento decisamente clou della stagione sinfonica dell’orchestra regionale Haydn, il Requiem non ha mancato il successo di pubblico: tutto esaurito nelle due date (Bolzano e Trento) e in previsione la pubblicazione di un cd con la casa Col Legno.

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L'autore: Emilia Campagna

È pianista e critico musicale. Gli studi pianistici l’hanno portata a perfezionarsi con Michele Campanella e ad approfondire lo studio della musica da camera con Pier Narciso Masi all’Accademia Pianistica “Incontri col maestro” di Imola; accanto al perfezionamento pianistico, ha condotto studi umanistici e musicologici presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Trento, dove si è laureata con una tesi sugli Studi per pianoforte di György Ligeti, lavoro che è stato oggetto di una personale e appassionante sintesi tra il proprio percorso pianistico e quello dell’approfondimento musicologico. L’interesse per la divulgazione e la promozione musicale l’ha portata presto a dedicarsi alla critica musicale per il giornale “L’Adige”, su cui scrive dal 1997, e ad occuparsi per alcuni anni dell’attività di comunicazione e ufficio stampa del “Premio Bonporti”, Concorso Internazionale di Musica su Strumenti Originali. Dal 2008 è corrispondente della rivista Amadeus ed inviato di Radio 3 Rai per la trasmissione “Radio 3-Suite”. Accanto all'impegno come critico musicale vive un rapporto a tutto tondo con il mondo musicale: svolge un'attività concertistica in ambito cameristico, si dedica con passione all’insegnamento del pianoforte e tiene corsi di scrittura giornalistica finalizzati alla critica musicale.

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