Roberto Prosseda: «Dovremo andare all’estero ad insegnare?»


Da Trieste, dove è stato ospite dell’Associazione “Il concerto”, il pianista torna sulla spinosa questione del reclutamento dei docenti nei Conservatori italiani. Lo fa come sempre in modo pacato e serio, descrivendo una situazione che è oggettivamente e strutturalmente al limite (tra l’altro i grandi pianisti-concertisti italiani sono quasi esclusivamente supplenti), e nella quale è l’allievo a pagarne il prezzo in termini formativi



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