Evgenij Kissin magnifico e spiazzante

KISSIN | Stasera appuntamento a Bologna, il 1° Novembre a Roma


A Milano, per la Società dei Concerti, il pianista russo ha tenuto un recital con esiti alterni: dopo interpretazioni difficilmente giustificabili di Haydn e Beethoven, un Liszt che mozzava il fiato e non solo dal punto di vista tecnico


di Luca Chierici


Nel percorso evolutivo di ogni grande artista è lecito attendersi uno o più momenti di pausa riflessiva. Un tempo personaggi di livello altissimo si permettevano addirittura anni sabbatici, la scomparsa dal giro concertistico, il ritiro – seppure temporaneo – dalla scena pubblica. Oggi, con i ritmi inesorabili che contraddistinguono la nostra vita nel pianeta, l’artista deve essere onnipresente e multitasking, e se lo stesso è per caso sostenuto da un ego smisurato, la sua presenza infliggerà allo spettatore momenti di scarsa concentrazione, errate scelte di repertorio e quant’altro non contribuisca esattamente a consolidarne l’immagine globale a futura memoria.

Non è questo, beninteso, il caso di un pianista coscienzioso e preparatissimo come Evgenij Kissin, l’ex fanciullo prodigio che a dodici anni ti suonava i Concerti di Chopin con la perizia e la saggezza di un interprete che di anni di carriera alle spalle ne poteva avere cinquanta. Ma l’altra sera il pur magnifico artista ha spiazzato non poco le centinaia di ammiratori accorsi da ogni dove per ascoltarlo, con un’apertura di programma difficile da giustificare nei suoi esiti. Una complessa, enigmatica Sonata di Haydn, la n. 49, sulla quale si sono arrovellati pianisti del calibro di Richter, Horowitz, Serkin e Brendel, veniva risolta facendo appello solamente a un tocco staccato che ne sottolineava la meccanicità, le simmetrie, ma che mancava del tutto di spirito interno, di partecipazione emotiva. Ancora più problematica era la 111 di Beethoven, con un primo movimento faticoso e per nulla perentorio e una Arietta molto lenta nella quale non si coglieva affatto l’evoluzione del discorso nelle successive variazioni.

Meglio la scelta, poco dopo, di quattro Improvvisi schubertiani, ma il fenomeno Kissin doveva resuscitare in tutto il suo splendore solamente nell’ultimo brano del programma ufficiale e nei bis conclusivi. Esecuzioni mozzafiato, non solo dal punto di vista tecnico, della dodicesima Rapsodia e del decimo Studio trascendentale di Liszt ci lasciavano con un grande dubbio che sovrasta l’ammirazione: possibile che Kissin, a 42 anni, voglia tornare a consegnare di sé la figura del grande virtuoso russo che non sa fare i conti con il repertorio del classicismo viennese? I mani di Richter, Gilels, Sofronitzki lo avvertono dall’aldilà : Evgenij, non tradire le nostre sempre salde aspettative!

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L'autore: Luca Chierici

Luca Chierici, nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Radio Popolare dal 1978 e per Il Corriere Musicale dal 2012, collabora alla rivista Classic Voice dal 1999 come esperto di musica pianistica. È autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti istituzioni teatrali e concertistiche e case discografiche. Ha collaborato per molti anni alle riviste Musica, Amadeus, Piano Time, Opera, Sipario. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha curato numerose voci per la Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso i licei milanesi. Nell'anno accademico 2016-2017 ha tenuto un ciclo di seminari di storia dell'interpretazione pianistica presso il Conservatorio di Novara (ciclo che è stato replicato per l'anno 2017-2018 al Conservatorio di Piacenza). Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di oltre 110.000 spartiti e una collezione di oltre 70000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha contribuito in qualità di consulente al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano. Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

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