Aaron Copland, un americano a Parigi

Approfondimenti • Un ritratto critico del compositore statunitense, forse il più noto nel Novecento dopo Gershwin: dagli studi parigini con Nadia Boulanger alle differenti fasi della sua produzione, fino all'impegno come saggista e divulgatore

di Giampiero Cane

Nel corso del Novecento probabilmente Aaron Copland è stato il compositore statunitense “classico” più noto tra i suoi compatrioti, ma il suo nome fu anche estremamente popolare in Europa e ben presente nei programmi concertistici del “vecchio” continente, per qualche anno dopo la guerra mondiale. Probabilmente fu anche quello del più noto fra i musicisti . . .



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L'autore: Giampiero Cane

Dagli anni Sessanta critico musicale per quotidiani e riviste, collabora ancora oggi con il manifesto. Ha insegnato nell’Università di Bologna, avendo la cattedra di Civiltà musicale afro americana, ma coprendo per sei anni anche l’insegnamento di Storia della musica moderna e contemporanea. È autore di alcuni libri, tra io quali si possono ricordare Tre deformazioni dolorose: Sade, Rossini, Leopardi, Canto nero (sul free jazz), MonkCage (sul Novecento musicale Usa), e Confusa-mente il Novecento.