Addio a Van Cliburn (1934-2013)

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RIP  È scomparso ieri il grande e leggendario pianista americano. Aveva 78 anni. Sviatoslav Richter disse: «È un genio». Khachaturian: «È meglio di Rachmaninov»


E così ci lascia anche Val Cliburn, il texano alto come un gigante, dal pianismo rubustissimo e dal suono granitico. Sguardo timido, sognante e ispirato da giovane divo nel ’58 quando vinse la prima edizione del concorso Čajkovskij a Mosca, ma anche fierezza easy al suo rientro americano, dove gli riservarono una accoglienza da star.

Caso emblematico e forse unico per l’iconografia pianistica (a ridosso della prima decade della Guerra Fredda) è rappresentato dalla sua vittoria alla prima edizione del concorso moscovita, onorata negli States dai 10.000 dollari donati da Irl Allison, fondatore dell’Associazione Nazionale degli insegnanti di pianoforte, per la creazione di un concorso pianistico che portasse il suo nome. Ancora oggi il concorso Van Cliburn è uno dei punti di approdo per le carriere internazionali. Divenuto una star in tutti i sensi, sotto contratto della RCA vinse il Grammy Award nel 1958 per la registrazione del primo concerto di Čajkovskij, che vendette più di un milione di copie. Grammy alla carriera nel 2003.

Harvey Lavan Cliburn, questo il suo nome completo, era nato nel 1937. Musicista prodigio, si formò inizialmente con la madre e successivamente alla Juilliard School di New York, dove studiò con la pianista russo-americana Rosina Lhévinne. Tra i vari riconoscimenti ricevuti citiamo la Presidential Medal of Freedom nel 2003 e la Russian Friendship Medal nel 2004. Dalla fine degli anni Settanta diradò le sue esibizioni pubbliche. Pianista dotato di straordinario talento, musicalità, tecnica, capace di un suono davvero portentoso e a volte muscolare così come di un pianissimo onirico. Ha lottato contro un male incurabile alle ossa.
Young Van Cliburn


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Ci sono 5 commenti all'articolo

  1. valeria p

    sono rimasta molto colpita dalla segnalazione e spero di leggere presto una smentita da parte degli organizzatori del concorso Van Cliburn.
    sarebbe sconsolante pensare che anche in un concorso di tale fama e, per giunta, americano, la capacità e il talento contino meno di una raccomandazione…

  2. Moreno Baratti

    Se ciò fosse appurato, ci sarebbero i presupposti per uno scandalo a livello internazionale. Uno dei più noti concorsi internazionali che perde credito per aver disatteso le più elementari regole di correttezza e trasparenza. Inaccettabile!

  3. Carolina G.

    Ho assistito ad alcune esibizioni di candidati alle selezioni del Concorso,sempre coinvolgenti e di alto livello.
    Mi sono sorpresa però del fatto che alcuni di loro fossero già noti come alunni a componenti della giuria del concorso stesso….
    E oltretutto ciò fosse stato sottaciuto in seguito facendo sparire l’evidenza dei fatti: che delusione!!!!
    Pensavo che almeno da Voi non ci fossero tali tristi consuetudini!!!!
    Una beffa per chi ancora crede nella trasparenza.
    Un consiglio: o modificate la composizione della giuria o considerate l’eventualita di un concorso “interno” ad un’accademia…
    Carolina G.

  4. Micol Francesconi

    Il concorso Van Cliburn è sempre bellissimo e ho il piacere di seguire con grande interesse anche la fase di sviluppo che porterà alla “partenza” ufficiale del 24 maggio.
    Ho notato che da qualche giorno non sono più citati nell’information page (http://www.cliburn.org/cliburn-competition/current-competitors/) i professori dei “competitors”. Spero che questa decisione non sia stata presa per coprire i numerosi “competitors” che hanno tra I MEMBRI DELLA GIURIA I PROPRI PROFESSORI e, pure, l’eventuale parzialità di quest’ultimi per l’allievo, durante la competizione.
    Sarebbe molto triste che il risultato di un così importante concorso risultasse falsato e non fosse determinato dalla bravura dei finalisti.
    Lo stesso Van non gradirebbe un esito simile!

    1. Vince Ferradino

      Verissimo!

      Mi ero molto stupito che ci fosse un tale e evidente conflitto di interessi.
      Mi auguro che la Presidenza di avveda del fatto che molti concorrenti hanno nella giuria I propri professori.
      Cancellandoli si copre uno dei fondamentali misfatti che negli USA viene spesso punito piu’ dell’omicidio: il “cheating”.
      Chiedo che la composizione della giuria venga vista alla luce della possibile interferenza con il giudizio verso I concorrenti che ritengono, tutti, di avere, a ragione, eguali possibilita’ di successo.

      Vince

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