«Elias» alla Scala

Concerto di Natale 2013 direttore Daniel Harding


L’oratorio di Mendelssohn, pagina di raro ascolto, in scena nel teatro milanese con la direzione di Daniel Harding. Tra gli interpreti vocali svetta Christian Gerhaher


di Luca Chierici


PER IL CONSUETO APPUNTAMENTO NATALIZIO, questa volta affidato alla bacchetta di Daniel Harding, la Scala ha effettuato una scelta per molti versi encomiabile, sia per la scarsissima diffusione italiana degli oratori di Mendelssohn che per la eccellente qualità dell’esecuzione. È difficile riassumere in poche righe l’universo di aspetti che circonda i capolavori di Felix Meritis, come l’autore era stato affettuosamente soprannominato da Schumann, nell’ambito della musica sacra. Mendelssohn proveniva da una ricca famiglia ebrea di recente convertita al cattolicesimo, ed era soprattutto cresciuto nel culto di Bach e di Haendel, aveva promosso nel 1829 la prima esecuzione moderna della Passione secondo Matteo di Johann Sebastian, di alcuni famosi oratori di Georg Friedrich, godeva di un prestigio enorme nell’ambiente culturale tedesco ma anche britannico: insomma era l’uomo ideale che poteva coniugare una tradizione musicale di valore indiscutibile e le nuove istanze del romanticismo, aggiungendo ancora emozioni a un genere che già era stato riportato a nuovo splendore attraverso il classicismo viennese di Haydn e della sua Creazione. D’altro canto il genere dell’Oratorio rappresentava un punto di riferimento imprescindibile per la borghesia illuminata nella Germania del Vormärz e lo stesso Mendelssohn aveva contribuito da par suo al rinnovamento del genere nel 1836 con il Paulus.

La prima esecuzione assoluta dell’Elias, avvenuta a Londra nel 1847, conobbe un successo straordinario per molteplici ragioni: l’impianto narrativo di grande impatto, su un testo da Mendelssohn volutamente circoscritto alle fonti originali dell’Antico Testamento, la presenza di una imponente massa orchestrale e corale, la perfetta fusione tra stile severo e intimismo liederistico, il richiamo a un impianto tipico del teatro d’opera fanno dell’Elias un capolavoro assoluto nel suo genere. Pochissime le occasioni di ascolto si diceva, e il pensiero va a un paio di esecuzioni notevoli avvenute più di dieci anni fa a Monaco, con Sawallisch, e a Firenze con Roberto Abbado. L’altra sera un quartetto di voci importanti tra le quali svettava sicuramente quella del bravissimo Christian Gerhaher, intenso protagonista, e soprattutto il coro della Scala diretto da Bruno Casoni hanno assecondato una lettura molto asciutta da parte di Harding, che ha puntato più sugli aspetti teatrali ed epici della partitura che sul versante cantabile. Ma in questi casi il valore del titolo in programma e il fattore di novità per gran parte del pubblico hanno premiato una serata certamente da ricordare e da arricchire attraverso altre escursioni in un repertorio oggi troppo trascurato.

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L'autore: Luca Chierici

Luca Chierici, nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Radio Popolare dal 1978 e per Il Corriere Musicale dal 2012, collabora alla rivista Classic Voice dal 1999 come esperto di musica pianistica. È autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti istituzioni teatrali e concertistiche e case discografiche. Ha collaborato per molti anni alle riviste Musica, Amadeus, Piano Time, Opera, Sipario. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha curato numerose voci per la Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso i licei milanesi. Nell'anno accademico 2016-2017 ha tenuto un ciclo di seminari di storia dell'interpretazione pianistica presso il Conservatorio di Novara (ciclo che è stato replicato per l'anno 2017-2018 al Conservatorio di Piacenza). Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di oltre 110.000 spartiti e una collezione di oltre 70000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha contribuito in qualità di consulente al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano. Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

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