«Contemporary Jukebox» a Senigallia

Antonio D'Agostino, Back-Stage, Charlotte Moorman e Nam June Paik, 1974


La prima edizione della rassegna di musica contemporanea spazia tra poesia visiva, suoni e mostre


di Livio Giuliano


LE CITTÀ PORTUALI sono note per essere state calpestate, non solo da degeneri marinai e sudicie prostitute, ma anche da imprenditori scaltri e artisti prolifici. Senigallia ha vissuto della propria rinomata Fiera fino all’Unità d’Italia: oggi è uno dei maggiori centri turistici e balneari della costa orientale. Non è necessario, ai giorni nostri, il pretesto degli scambi commerciali per avviare una stagione musicale come quella che in passato ha reso famoso il teatro comunale La Fenice: i tempi cambiano e oggi le sole attività culturali rendono una città luogo di attrazione turistica.

Dal 9 al 16 marzo, a Senigallia, il festival Contemporary Jukebox, alla sua prima edizione dedicato a Roberto “Freak” Antoni (leader degli Skiantos), accoglie le tendenze sviluppatesi nel corso dell’ultimo secolo, affiancando alle attività musicali gli inseparabili partner visivi: cinema e arti figurative. Paolo Tarsi, compositore e musicologo, organizza nella sua città otto giornate di concerti, proiezioni, incontri ed esposizioni: la programmazione, curandosi di non separare in modo manicheo forme colte di cultura e manifestazioni pop, comprende le performance musicali dei Junkfood (band jazz/pop bolognese), del chitarrista Flavio Virzì (impegnato nell’esecuzione di musiche di Tristan Murail e Fausto Romitelli), della band post-rock Fauve! Gegen a Rhino, dei musicisti Andrea Chirivì e Sandra Pirruccio, nonché di Roberto Paci Dalò, Der Maurer e Sebastiano De Gennaro. Paolo Tarsi terrà una conferenza sul minimalismo sacro di Arvo Pärt e Maurizio Cesarini, docente all’Accademia di Belle Arti di Frosinone, parlerà su “Il suono come concetto da Duchamp a Fluxus”. Alla Piccola Fenice verrà proiettata la trilogia Qatsi di Godfrey Reggio, con musiche di Philip Glass. Saranno inoltre visitabili le mostre “Sounds of Fluxus / Vedere, Sentire” e “Musica, fotografia e poesia verbovisiva”, a cura di Paolo Tarsi e degli artisti Antonio D’Agostino e Chiara Diamantini.

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L'autore: Livio Giuliano

Siciliano di nascita, si trasferisce a Milano per laurearsi in filosofia. È prossimo a conseguire la magistrale in Musicologia presso l’Università degli studi di Milano. Un suo orecchio è rivolto alla musica antica, sulla quale sta costruendo la tesi di laurea, l’altro alla musica del presente, di cui è un avido ascoltatore. Ha scritto programmi di sala per i Pomeriggi Musicali e collabora al blog del teatro Franco Parenti.

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