Zubin Mehta a Renzi: «Defiscalizzare la cultura»

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Presentata la nuova stagione del Maggio Musicale Fiorentino: il Direttore  principale lancia l’appello al Presidente del Consiglio. La 77a edizione nel segno di alcune novità


di Michele Manzotti


«HO SOLTANTO UNA COSA DA DOMANDARE al nostro primo ministro che sta facendo tante riforme. Gli auguro veramente di cuore di fare la defiscalizzazione anche per la cultura perché questo è importantissimo». Zubin Mehta, direttore principale del Maggio Musicale Fiorentino, ha lanciato questo appello a Matteo Renzi prima di illustrare il programma del festival giunto al suo 77° anno. Un’edizione nel segno di alcune novità: è la prima che si svolge in parte nel Teatro dell’opera inaugurato a fine 2011 e dal prossimo 10 maggio aperto definitivamente grazie al completamento dei lavori. Poi è immediatamente successiva al decreto governativo che ha dato ossigeno alle fondazioni lirico sinfoniche nazionali e all’accordo per la ristrutturazione del personale. Infine è cambiato il logo con la denominazione O in primo piano (Opera di Firenze) e soprattutto il sito www.operadifirenze.it. Non solo un’operazione di forma, grazie anche al recupero di immagini da archivi storici, ma soprattutto di sostanza con il potenziamento della biglietteria on line.

L’inaugurazione è fissata il 30 aprile al Teatro comunale con un nuovo allestimento di Tristano e Isotta di Wagner diretto da Mehta che lo stesso direttore propose nel 1999. Ma ci sono altri due appuntamenti con Mehta protagonista: il concerto del 3 maggio dedicato a Richard Strauss con il soprano Anja Harteros e soprattutto l’Opening gala del 10 maggio. Nel Teatro dell’opera sarà presentato (diretta Tv sulla Rai) uno spettacolo tra danza e opera. Per la prima volta la nuova struttura mostra la sua vocazione scenica con un atto da Otello di Verdi, uno da Tosca di Puccini e coreografie su musiche di Ravel e Pärt. La parte delle opere è completata da L’amour des trois oranges di Prokof’ev diretta da Juraj Valčuha (riproposto dopo l’edizione in italiano del 1970), da Orfeo ed Euridice di Gluck, che torna in forma scenica dopo l’edizione di Muti/Ronconi del 1977, sotto la bacchetta di Federico Maria Sardelli e Roberto Devereux di Donizetti in forma di concerto diretta da Paolo Arrivabeni.

Il Maggio 2014 è caratterizzato anche da tre grandi orchestre ospiti: i Berliner Philharmoniker (presenti con Claudio Abbado nel 2002) diretti da Gustavo Dudamel il 28 giugno, l’Orchestra filarmonica di San Pietroburgo con Yuri Terminakov sul podio l’11 dello stesso mese e quella di Monte Carlo condotta da Robert Treviño il 17 maggio. L’Orchestra del Maggio sarà diretta da un altro nome importante come Daniele Gatti il 4 luglio. Tutta la parte concertistica è stata programmata al Teatro dell’opera, che poi da settembre ospiterà anche quella scenica. Un ruolo non secondario è stata affidato alla danza con la nomina di Davide Bombana come nuovo direttore di Maggio Danza e l’utilizzo dei 18 ballerini tramite una società che si impegna a fornire 30 spettacoli. Attorno al festival è stata quindi allestita una programmazione parallela fatta di incontri con il pubblico e mostre.

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L'autore: Michele Manzotti

Nato a Firenze nel 1960, è musicologo e giornalista. Dopo essersi laureato in Lettere nel 1986, ha collaborato con varie riviste, e ha insegnato storia della musica al Liceo musicale di Arezzo. Assunto al «Resto del Carlino» nel 1990, dal 1995 lavora a «La Nazione», dove attualmente è all'ufficio centrale. Nel 2002 in «Civiltà Musicale» è stato pubblicato il suo catalogo delle musiche non operistiche di Arrigo Boito. Dello stesso anno è l'uscita del libro Attilio Brugnoli-Il pianoforte e la sua mano (Polistampa, Firenze) con cd allegato con la prima incisione assoluta delle musiche di Brugnoli, compositore di cui ha poi raccolto l'opera omnia per l'Enap stampata da Laterza nel 2006. Cura inoltre tramissioni per l'emittente Rete Toscana Classica e collabora con gli Swingle Singers.

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