Rossini? Un cartone animato

Al Teatro Filarmonico di Verona un meraviglioso connubio tra graphic novel e l’opera di Rossini. Regìa di Pier Francesco Maestrini,  cartoonist Joshua Held. La direzione musicale è di Stefano Montanari


di Cesare Galla

IL CARTONE ANIMATO COMINCIA CON ROSSINI A LETTO in cerca di ispirazione, bottiglia di vino e ghiottonerie a portata di mano sul comodino, carta da musica sparsa qua e là. Immagine un po’ stereotipata, forse, ma non priva di agganci con le testimonianze anche autobiografiche. Il segno elegante e ironico delinea un compositore corpulento quanto basta per chiarire lo schema dello spettacolo che seguirà. Perché l’anagramma di Gioachino Rossini, punto di partenza del Barbiere di Siviglia al Filarmonico di Verona, firmato dal regista Pier Francesco Maestrini e dal cartoonist Joshua Held (che a dispetto del nome è italiano di Firenze), suona così: «Grassoni chi? Noi, io?».


I risultati più convincenti nel corso dello spettacolo si hanno quando fra cartoon e personaggi in carne e ossa si realizza un’interattività capace di fare degli interpreti vocali una sorta di estensione 3D dei disegni


Tutti grassoni, dunque, in una sorta di “clonazione seriale” del creatore del capolavoro buffo. E se Rossini sul grande schermo che occupa la scena è lo “stampo” di tutti i personaggi principali e specialmente di Figaro, i cantanti veri sono “travestiti” in modo tale da risultare tutti comicamente, anche grottescamente grassi.

Da tempo le immagini in movimento – proiezioni, video, veri e propri spezzoni di film – sono diventate una soluzione registica nell’opera, non senza problemi di senso e di drammaturgia. Una novità assoluta almeno in Italia è invece l’uso della graphic novel come elemento centrale nella rappresentazione. L’esperimento di Maestrini e Held rovescia infatti (e finalmente) lo storico rapporto fra cartoni animati e grande musica, che è stato fervidamente decisivo fin dagli albori del genere e si è poi sviluppato ampiamente arrivando a caposaldi del cinema di animazione (più che dell’interpretazione musicale) come Fantasia.


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L'autore: Cesare Galla

Scrive di musica dall'età di 20 anni, quando ancora seguiva gli studi musicologici nelle università di Bologna e Venezia, dopo il liceo classico. A 25 è diventato giornalista professionista e ha lavorato al Giornale di Vicenza come redattore, caposervizio e vice caporedattore fino al dicembre del 2014.Si è occupato di cronaca nera e bianca, di politica, di web e mondo digitale e soprattutto di spettacoli e cultura, guidando fino al 2012 le pagine ad essi dedicate. Contemporaneamente, ha sempre svolto la critica musicale, dal 1996 anche sul quotidiano veronese L’Arena. Negli ultimi 40 anni ha recensito migliaia di concerti e centinaia di rappresentazioni operistiche e ha pubblicato alcuni libri (sulle Sinfonie di Beethoven, sulla storia della Società del Quartetto di Vicenza, sul festival Settimane Musicali al teatro Olimpico, sulle rappresentazioni verdiane nel Veneto, raccontate attraverso cinque lustri di recensioni). Oggi collabora da "cronista di musica" e osservatore del mondo della cultura con Il Corriere Musicale e con la testata veneta di informazione online Vvox. Il suo sito personale d'informazione, musicale ma non solo, è www.cesaregalla.it.

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