Roberto De Candia, Falstaff e Ford in una sola voce

Un breve incontro con il baritono durante la sua partecipazione appena trascorsa all’Opera di Firenze


di Michele Manzotti

«LE DICO UNA COSA MOLTO STRANA per un cantante. Secondo me Falstaff ha una parte strumentale bellissima da ascoltare anche senza le voci. Anzi talmente bella che queste possono apparire superflue». L’ultima opera di Giuseppe Verdi è vista così da un baritono. Roberto De Candia però parla con cognizione di causa, perché nel recente allestimento all’Opera di Firenze ha impersonato Falstaff e Ford. Ovviamente a seconda della recita. Un compito affascinante e difficile nel dare vita a due personaggi completamente diversi, ma superato a pieni voti sotto la direzione di Zubin Mehta, mentre la regìa era quella firmata da Luca Ronconi, scomparso lo scorso 21 febbraio, già presentata al Teatro Petruzzelli di Bari e ripresa da Marina Bianchi.



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L'autore: Michele Manzotti

Nato a Firenze nel 1960, è musicologo e giornalista. Dopo essersi laureato in Lettere nel 1986, ha collaborato con varie riviste, e ha insegnato storia della musica al Liceo musicale di Arezzo. Assunto al «Resto del Carlino» nel 1990, dal 1995 lavora a «La Nazione», dove attualmente è all'ufficio centrale. Nel 2002 in «Civiltà Musicale» è stato pubblicato il suo catalogo delle musiche non operistiche di Arrigo Boito. Dello stesso anno è l'uscita del libro Attilio Brugnoli-Il pianoforte e la sua mano (Polistampa, Firenze) con cd allegato con la prima incisione assoluta delle musiche di Brugnoli, compositore di cui ha poi raccolto l'opera omnia per l'Enap stampata da Laterza nel 2006. Cura inoltre tramissioni per l'emittente Rete Toscana Classica e collabora con gli Swingle Singers.

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