András Schiff a Vicenza, da Bach a Brahms


L’interprete, da poco nominato Sir, in veste di pianista e direttore per quattro giorni intensi di concerti con l’ensemble Cappella Andrea Barca e il coro Schola San Rocco. Dal Teatro Olimpico, sede privilegiata, alla Basilica dei Santi Felice e Fortunato


testo e video di Cesare Galla foto di Francesco Dalla Pozza


DA QUANDO È STATO “FOLGORATO” dall’Olimpico, opera ultima di Andrea Palladio, András Schiff torna a Vicenza ogni primavera per far musica nel teatro coperto più antico del mondo. Dal 1998, il pianista ungherese ha costruito – con i buoni uffici degli Amici della Musica, prima, e della Società del Quartetto, poi – un festival molto personale e caratterizzato, in continuo divenire dal punto di vista artistico e della formula e sempre di alto livello. Inizialmente, si trattava di un incontro fra pochi amici musicisti che facevano corona al solista in programmi di raffinata impronta cameristica, lasciandogli peraltro lo spazio di recital memorabili, specialmente nell’ambito bachiano e beethoveniano. In seguito, l’Olimpico è diventato in certo modo “incubatoio” delle aspirazioni direttoriali del pianista, cresciute insieme alla formazione di una sua orchestra “personale” , che infatti si chiama, con trasparente allusione, Cappella Andrea Barca (perché Schiff in tedesco significa barca). I programmi hanno avuto da quel momento un indirizzo sempre più nettamente sinfonico, comunque improntato a un ristretto ambito di autori, quelli ritenuti dal pianista “adatti” alla scena dell’Olimpico: la trimurti del Classicismo viennese, Haydn-Mozart-Beethoven, Schubert e Brahms, un po’ di Schumann e di Mendelssohn, qualche sporadica incursione verso Janácek o Bartók. E naturalmente, Bach in abbondanza.



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L'autore: Cesare Galla

Scrive di musica dall'età di 20 anni, quando ancora seguiva gli studi musicologici nelle università di Bologna e Venezia, dopo il liceo classico. A 25 è diventato giornalista professionista e ha lavorato al Giornale di Vicenza come redattore, caposervizio e vice caporedattore fino al dicembre del 2014.Si è occupato di cronaca nera e bianca, di politica, di web e mondo digitale e soprattutto di spettacoli e cultura, guidando fino al 2012 le pagine ad essi dedicate. Contemporaneamente, ha sempre svolto la critica musicale, dal 1996 anche sul quotidiano veronese L’Arena. Negli ultimi 40 anni ha recensito migliaia di concerti e centinaia di rappresentazioni operistiche e ha pubblicato alcuni libri (sulle Sinfonie di Beethoven, sulla storia della Società del Quartetto di Vicenza, sul festival Settimane Musicali al teatro Olimpico, sulle rappresentazioni verdiane nel Veneto, raccontate attraverso cinque lustri di recensioni). Oggi collabora da "cronista di musica" e osservatore del mondo della cultura con Il Corriere Musicale e con la testata veneta di informazione online Vvox. Il suo sito personale d'informazione, musicale ma non solo, è www.cesaregalla.it.

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