Alessandro Solbiati, « Il suono giallo » a Bologna


In scena ieri la prima esecuzione assoluta dell’opera, produzione e commissione del Teatro Comunale


di Giampiero Cane


LA RAGIONE PRIMA PER CUI è da credere che Il suono giallo, “Opera in un atto” di Alessandro Solbiati non potrà essere un successo sulle scene teatrali né affermarsi deriva dal fatto che questa pièce semplicemente non è affatto teatrale. Le manca del tutto un supporto drammaturgico che la possa destinare alle scene. Spesso abbiamo sentito discutere sull’importanza dei libretti per il successo delle opere, avendo per lo più occasione di notare che persino i melomani credevano poco all’incidenza del libretto nelle opere anche di più diffusa conoscenza popolare. 



Prosegui la lettura di questo articolo o guarda il  contenuto multimediale iscrivendoti al Club dei lettori del Corriere Musicale con un abbonamento Rodolfo, Rodrigo o Conte d'Almaviva 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'autore: Giampiero Cane

Dagli anni Sessanta critico musicale per quotidiani e riviste, collabora ancora oggi con il manifesto. Ha insegnato nell’Università di Bologna, avendo la cattedra di Civiltà musicale afro americana, ma coprendo per sei anni anche l’insegnamento di Storia della musica moderna e contemporanea. È autore di alcuni libri, tra io quali si possono ricordare Tre deformazioni dolorose: Sade, Rossini, Leopardi, Canto nero (sul free jazz), MonkCage (sul Novecento musicale Usa), e Confusa-mente il Novecento.

Perché non dire la tua? Leggi e accetta la Policy sui commenti