Traviata “messicana” a Baden-Baden


Un’accurata esecuzione musicale e un allestimento originale e colorato accompagnano la riflessione di Rolando Villazón impegnato nella regìa dello spettacolo


di Riccardo Rocca   foto © Andrea Kremper


PROPORRE OGGI UN TITOLO CELEBRE ed universalmente eseguito come La traviata impone a chiunque vi si cimenti una scelta di campo iniziale tra tradizionale celebrazione museale o rilettura ragionata. Se i teatri di repertorio propendono normalmente per la prima strada, il Festspielhaus di Baden-Baden si è potuto permettere di seguire fino in fondo la seconda. La realizzazione scenica è stata affidata ad un artista poliedrico come Rolando Villazón, pochi anni fa già ideatore per il medesimo teatro di un applaudito Elisir d’amore. L’esito è stato originale: scenografie colorate, feste con acrobati e personaggi in maschera, regìa dei personaggi sobria ma non abbandonata al caso; si è apprezzato il lavoro svolto sul personaggio di Giorgio Germont, depurato da quell’ombra di perfidia e volgarità che troppo spesso ne banalizza il ruolo; molto efficace è stata poi l’idea di raccontare l’intera vicenda come vissuto interiore di Violetta, a particolare vantaggio di quegli squarci lirici che Verdi di tanto in tanto le affida.


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L'autore: Riccardo Rocca

Nato a Torino, consegue la maturità classica presso il Liceo 'Carlo Botta' di Ivrea, si laurea in Musicologia con Fabrizio Della Seta presso l'Università di Pavia con una tesi su un'opera di Manuel García senior ed una sull'interpretazione di Carlos Kleiber de 'La traviata'. Continua gli studi di Composizione con Carlo Alessandro Landini ed Elio Scaravella presso il Conservatorio 'Giuseppe Nicolini' di Piacenza. Collaboratore di testate quali 'Sipario', 'Musica' e 'il Corriere Musicale', è stato archivista dell'Opera di Stoccarda ed è attivo come pianista accompagnatore. Intorno alla musica dell'età di Rossini ed ai rapporti tra filologia ed esecuzione si concentrano i suoi interessi musicologici.

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