Taormina opera festival 2015


Nuovi allestimenti firmati dal regista e scenografo Enrico Castiglione. In agosto Don Giovanni, Carmen, Il barbiere di Siviglia


di Santi Calabrò


NEL TAORMINA OPERA FESTIVAL di quest’anno – sempre affidato alla direzione artistica di Enrico Castiglione, che firma anche le regìe delle opere in programma –, spicca innanzitutto la qualità dell’Orchestra del Festival Euro Mediterraneo, affidabile e con prime parti all’altezza. Su questa solida base e su un soddisfacente livello dei direttori d’orchestra si snodano nel mese di agosto tre titoli centrali del repertorio, Don Giovanni, Carmen, Il barbiere di Siviglia. Siviglia, come ambientazione, è il trait d’union: niente più che uno slogan, ovviamente, per un cartellone che punta più all’intrattenimento che a progetti di segno culturalmente connotato, senza assumere rischi con proposte di incerto richiamo e senza osare un impianto innovativo almeno in qualche impostazione registica. Il Festival associa ai titoli noti un battage adeguato, non impiega risorse per i programmi di sala – evidentemente ritenuti non necessari – e proietta (è il caso di dirlo) le sue ambizioni anche al di fuori della cornice meravigliosa del Teatro Antico tramite lo strumento della diffusione al cinema in streaming (l’anteprima di Carmen il 15 luglio è stata trasmessa in diretta in trentasei paesi). Coerentemente con tali premesse lo spettacolo è piacevole e mai provocatorio. Il colpo d’occhio del luogo accoppiato a quello dei costumi sempre eleganti e spesso luminosi di Sonia Cammarata costituisce il biglietto da visita di ogni produzione, ed è subito un bel guardare. Anche in questi assunti un po’ disimpegnati, tuttavia, si annida la possibilità di una via d’accesso a suo modo caratterizzata nell’universo di significati delle opere proposte. Tutto questo è evidente nel modo di mettere in scena i due campioni dell’eros nell’immaginario moderno: l’accentuazione degli elementi che sintetizzano alla buona i miti di Don Giovanni e di Carmen nella coscienza collettiva vince sulla tentazione di articolarli nella loro densità, ma per vie diverse la potenza incomprimibile delle due opere emerge ugualmente. In Don Giovanni Castiglione avvia subito un suo esplicito scioglimento del giallo dei gialli della lirica: cosa è accaduto tra Donna Anna e Don Giovanni?



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L'autore: Santi Calabrò

Pianista e musicologo, suona per prestigiose istituzioni, tiene concerti-conferenza e partecipa a convegni in Italia e all’estero. Nelle ultime stagioni ha eseguito con successo diversi concerti per pianoforte e orchestra in Italia, Romania, Ucraina, Bulgaria, e ha tenuto recital e masterclass in varie città italiane ed europee. Svolge attività di critico musicale, pubblica articoli su riviste specializzate ed è autore di saggi per volumi collettanei; si occupa di analisi musicale, drammaturgia musicale, analisi dell’interpretazione, metodologia della tecnica pianistica. Fra i saggi recenti: Tra classicità e teoria degli affetti: Lili Kraus interprete di Mozart (nell’Ebook Punti e contrappunti), La lezione metodologica hegeliana e il “dramma” tonale del sonatismo classico (nel volume Il lamento dell’ideale. Beethoven e la filosofia hegeliana, Eut, Trieste), Artur Schnabel and the Harmonic Functions (nel volume Performance Analysis: a Bridge Between Theory And Interpretation - Cambridge Scholars Publishing), Trasmutazione di un archetipo e sue conseguenze nel I movimento della Sonata op. 110 di Beethoven (Rivista di Analisi e Teoria Musicale). Vincitore di concorso nazionale, insegna presso il Conservatorio di Messina.

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