Isabelle Faust a Lucerna


L’incontro con la violinista tedesca, artiste étoile del Festival svizzero


di Corina Kolbe foto © Felix Broede


ARTISTE ÉTOILE AL FESTIVAL DI LUCERNA, la violinista Isabelle Faust quest’estate si esibisce con orchestre sinfoniche e in recital, interpretando un repertorio che spazia dal barocco all’epoca contemporanea. Ieri sera con la Chamber Orchestra of Europe sotto la guida di Bernard Haitink ha suonato il Concerto per violino n.5 in La maggiore K 219 di Mozart.

Ogni volta che Isabelle Faust torna a Lucerna pensa con gratitudine a Claudio Abbado, cui era legata da una lunga amicizia e collaborazione artistica. Come il grande direttore scomparso nel gennaio 2014, che sulla sua Lucerne Festival Orchestra ha lasciato un’impronta indelebile, anche la violinista tedesca non si stanca mai di esplorare nuovi repertori e tecniche interpretative. «L’arte deve sempre evolversi, non va soltanto conservata», dice a Il Corriere Musicale. «Per me questo festival è speciale perché il ricordo di Claudio è sempre vivo. Credo che tutti i musicisti che negli ultimi anni hanno regolarmente lavorato con lui sentano il bisogno di rimanere fedeli alla sua filosofia del fare musica insieme. Allo stesso tempo dobbiamo anche sviluppare nuove idee e guardare verso il futuro».

Ieri sera Isabelle Faust è salita sul palcoscenico con la Chamber Orchestra of Europa per esibirsi come solista nel Concerto per violino n. 5 in La maggiore K 219 di Wolfgang Amadeus Mozart, più di tre anni dopo un’esecuzione della stessa opera con Abbado e l’Orchestra Mozart, sempre al Kultur- und Kongresszentrum Luzern. Sul podio questa volta l’olandese Bernard Haitink, a 86 anni uno dei più celebri direttori d’orchestra degli ultimi decenni. «Penso che lui abbia un modo unico di percepire la musica e di guidare un’orchestra. Dimostra una grande fiducia nei confronti dei musicisti», dice la Faust. La scorsa estate, sempre con Haitink e la Coe, ha suonato i concerti per violino di Robert Schumann a Lucerna e di Alban Berg al Barbican di Londra. Non va dimenticato che anche la storia della Chamber Orchestra of Europe è strettamente legata a Claudio Abbado che ne ha appoggiato la fondazione nel 1981, lavorando poi con i musicisti fino al 2002.

«Per me è un grande onore poter mostrare così tante sfaccettature del mio repertorio al Festival di Lucerna», confessa la violinista. Affiancata da Kristian Bezuidenhout al clavicembalo pochi giorni fa ha interpretato con grande vituosità, precisione e passione delle sonate di Johann Sebastian Bach e la divertentissima Sonata representativa di Heinrich Ignaz Franz Biber, imitando con il suo strumento diverse voci di animali come l’usignolo, la rana o il gallo. Nonostante Isabelle Faust suoni del repertorio barocco anche con il suo Stradivari «La bella addormentata», sostituendo le corde metalliche con corde in budello, questa volta ha preferito un violino barocco di Jakob Stainer.

Il prossimo 28 agosto Isabelle Faust si esibirà per la prima volta con la Royal Concertgebouw Orchestra sotto la bacchetta di Daniel Harding con il quale ha già collaborato in tante occasioni. Di lui apprezza in particolare «la massima serietà della sua interpretazione musicale. È eccezionale come lui riesca ad esplorare sempre più profondamente le opere e le vite dei compositori». Sul programma il celeberrimo Concerto per violino di Mendelssohn. «Si tratta di una delle opere più perfette scritte per questo strumento, dalla prima fino all’ultima nota. Per me è molto importante eseguirla con un direttore che conosco bene e che a sua volta mi conosce a fondo. Così possiamo subito togliere i guanti di velluto e dedicarci alle cose essenziali. Bisogna mettersi alla ricerca delle intenzioni originali del compositore, spesso offuscate dalle convenzioni».

Durante la sua permanenza a Lucerna la solista si dedica anche alla musica moderna e contemporanea. Con l’Orchestra della Lucerne Festival Academy, fondata dall’ormai novantenne Pierre Boulez che per motivi di salute deve essere sostituito da Pablo Heras-Casado, interpreterà il Concerto per violino n. 1 di Karol Szymanowski. «Con Heras-Casado e la Freiburger Barockorchester abbiamo inciso brani di Schumann. L’anno scorso, durante una tournée, abbiamo cominciato a parlare del concerto di Szymanowski che avrei voluto studiare già tempo addietro. Credo che sia un linguaggio musicale che sarà apprezzato dai giovani strumentalisti che suonano in questa orchestra».

La residenza di Isabelle Faust al Lucerne Festival si concluderà il 12 settembre con i Kafka-Fragmente di György Kurtág, recital che oltre alla violinista vedrà sul palcoscenico il soprano finlandese Anu Komsi e Dominique Horwitz che reciterà testi di Kafka. L’attore, nato a Parigi e cresciuto in Germania, come narratore ha anche partecipato all’esecuzione di L’Histoire du soldat di Igor Stravinskj, interpretata da Faust e dai Solisti della Lucerne Festival Orchestra lo scorso 15 agosto. «I Kafka-Fragmente si possono eseguire anche senza parole, come musica pura che però richiede una concentrazione particolare da parte del pubblico e, per la mia esperienza, non tutti sono abituati. Sarà senz’altro più facile seguire il recital se tra questi brani musicali in miniatura saranno inseriti frammenti delle sue lettere e del suo diario».


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L'autore: Corina Kolbe

Giornalista residente a Berlino, collabora a giornali e riviste in Germania, Svizzera e Italia. Scrive di musica classica, di Claudio Abbado e le sue orchestre, di progetti educational e dell'impatto dei nuovi media sulla cultura. Laureata in lettere e storia, ha lavorato per l'Agenzia ANSA, Agence France-Presse e Netzeitung.de. Da giornalista freelance scrive per Zeit online, 'Der Tagesspiegel', 'Das Orchester', 'Neue Musikzeitung', 'Berner Zeitung', 'Musik & Theater', 'Concerti', 'Il Giornale della Musica', 'Musica', e 'Il Corriere Musicale'

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