Syrian Expat Philharmonic Orchestra: «La guerra non ci fermerà»

Foto © imago/epd

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di Maria Severini


MUSICA CHE RIUNISCE. Musica come identità. Sono tante le storie da narrare. Non c’è solo la vicenda di Ayham Ahmad, il pianista amatoriale che canta storie di guerra. Dopo gli ultimi tristi episodi della diaspora siriana, che ha portato anche in Germania un massiccio numero di profughi, la notizia della Syrian Expat Philharmonic Orchestra appare come un segno concreto di integrazione e di speranza. Pochi giorni fa a Brema, nel nord della Germania, ha debuttato infatti nella Sendesaal un’orchestra particolare, composta in maggior parte da musicisti siriani e qualche musicista tedesco – laddove non è stato possibile coprire alcuni strumenti.

Foto tratta dalla pagina Facebook di DW

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L’idea della Syrian Expat Philharmonic Orchestra nasce da un giovane contrabbassista siriano, Raed Jazbeh, che, scappato a Brema un paio di anni fa, ha iniziato nel tempo a prender contatti con altri musicisti che cercavano asilo in Germania e in altre città europee. E così ne ha trovati trenta e li ha convinti a partecipare al suo progetto. Quasi tutti provengono dalla Siria, dove svolgevano la professione di musicisti e la maggior parte di loro si conosceva dai tempi dello studio a Damasco, dove si trova il più importante Istituto musicale del Paese.

Raed Jazbeh | Foto © Dpa

Raed Jazbeh | Foto © Dpa

Il 22 settembre la Syrian Expat Philharmonic Orchestra diretta da Martin Lentz ha debuttato con musiche di compositori arabi e siriani, tra i quali Maias Alyamani, Issa Boulos, Salim Dada e della tradizione colta europea come Franz Schubert, Čajkovskij e George Fenton. I biglietti del concerto sono andati esauriti molto presto e l’orchestra, cavalcando l’onda dell’entusiasmo, ha già reso nota la prossima imminente data: il 3 ottobre a Lüneburg. «La guerra non ci fermerà – afferma uno di loro – continueremo a fare musica ovunque saremo».


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L'autore: Maria Severini

Nata a Ferrara si trasferisce nella città di Stradivari, a Cremona, dove studia alla Facoltà di Musicologia. Si sposta a Berlino nel 2010 per fare ricerca e scrivere la tesi di laurea specialistica in Estetica Musicale su Carl Stumpf, musicologo tedesco di inizio Novecento, e sulle sue indagini sulle origini della musica. Ha lavorato come ufficio stampa di alcuni festival, collabora nella sezione musicale di un web magazine italo-berlinese e lavora come addetto stampa in un'agenzia di Berlino che si occupa di musica classica. Da febbraio 2015 collabora con Il Corriere Musicale

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