« Aida » apre la stagione del Regio di Torino


Il podio di Gianandrea Noseda, l’allestimento di William Friedkin (L’esorcista). Una direzione attenta a far comprendere a tutti come Aida non sia solennemente un’opera di masse e momenti sontuosi, bensì (se non principalmente) un’opera fondata sul collidere di conflitti personali, un’opera di scavo psicologico


di Attilio Piovano


Fastosa apertura di stagione al Teatro Regio di Torino, la sera del 14 ottobre 2015, con un’Aida di gran classe magnificamente diretta da Gianandrea Noseda. A Torino, si sa, di recente è stato riaperto il Museo Egizio, il secondo per importanza dopo quello del Cairo. Più che ragionevole, pertanto, la scelta del celeberrimo titolo verdiano per celebrare l’evento.

Ed ecco che è stato molto opportunamente ripreso l’allestimento di dieci anni or sono ideato dall’acclamato regista cinematografico William Friedkin (‘firma’ dell’indimenticabile Esorcista e premio Leone d’oro alla carriera 2013). Allestimento che, nonostante il tempo trascorso, mantiene tutta la sua validità, la sua vis e la sua efficacia dammaturgica. Ed è con piacere che abbiamo rivisto le scene di Carlo Diappi appaiate a costumi di ottima resa, comme il faut per un’opera kolossal qual è Aida. Scene pienamente secondo la tradizione, dunque monumentali e icastiche, con grandi statue e giganteschi blocchi marmorei (verrebbe da dire di faraonica bellezza) il tutto realizzato con grande stile, e non è  cosa da poco in un’opera dove è sempre facile debordare nel kitsch e negli effettacci della carta pesta (unica lieve caduta di gusto, forse, il trascorrere in scena di una barca con le allusive figure ‘egizie’, insomma le sovra dimensionate sagome dovute a Michel Curry, animate a vista).


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L'autore: Attilio Piovano

Musicologo e scrittore, ha pubblicato (tra gli altri) Invito all’ascolto di Ravel (Mursia 1995, ristampa RCS 2018), i racconti musicali La stella amica (Daniela Piazza 2002), Il segreto di Stravinskij (Riccadonna 2006) e L’uomo del metrò (e-book interattivo per i tipi de ilcorrieremusicale.it 2016, prefazione di Gianandrea Noseda). Inoltre i romanzi L’Aprilia blu (Daniela Piazza 2003) e Sapeva di erica, di torba e di salmastro (rueBallu 2009, prefazione di Uto Ughi). Coautore di una monografia su Felice Quaranta (con Ennio e Patrizia Bassi, Centro Studi Piemontesi 1994), del volume Venti anni di Festival Organistico Internazionale (con Massimo Nosetti, 2003), curatore e coautore del volume La terza mano del pianista (Testo & Immagine 1997). Laurea in Lettere, studi in Composizione, diploma in Pianoforte, in Musica corale e Direzione di Coro, è autore di contributi, specie sulla musica di primo ‘900, apparsi in volumi miscellanei, atti di convegni e su rivista. Saggista e conferenziere, vanta collaborazioni con La Scala, Opéra Royal Liège, RAI, La Fenice, Opera di Roma, Lirico di Cagliari, Coccia di Novara, Carlo Felice di Genova, Stresa Festival, Orchestra Camerata Ducale ecc.; a Torino col Festival MiTo (già Settembre Musica, ininterrottamente dal 1984), Unione Musicale, Teatro Regio, Politecnico e con varie altre istituzioni. Già corrispondente del «Corriere del Teatro», ha esercitato la critica su più testate; dalla fondazione scrive per «ilcorrieremusicale.it»; ha scritto inoltre per «Torinosette», magazine de «La Stampa», ha collaborato con «Amadeus» e scrive (dal 1989) per «La Voce del Popolo» (dal 2016 divenuta «La Voce e il Tempo»); dal 2018 recensisce per «Il Corriere della Sera» (edizione di Torino). Membro di giuria in concorsi letterari nonché di musica da camera e solistici. Docente di Storia ed Estetica della Musica (dal 1986, presso vari Conservatori), dal 1991 a tutt’oggi è titolare di cattedra presso il Conservatorio “G. Cantelli” di Novara dove è inoltre incaricato dell’insegnamento di Storia della Musica sacra moderna e contemporanea nell’ambito del Corso biennale di Diploma Accademico in Discipline Musicali (Musica sacra) attivato dall’a.a. 2008/2009 in collaborazione col Pontificio Ateneo di Musica Sacra in Roma. Dal 1° gennaio 2018, cura inoltre l’Ufficio Stampa del Conservatorio “G. Cantelli”. Dal 2012 tiene corsi monografici sulla Storia del Melodramma (workshop su «Architettura, Scenografia e Musica» presso il Dipartimento di Architettura & Design del Politecnico di Torino, Corso di Laurea Magistrale, in collaborazione con Fondazione Teatro Regio). È stato Direttore Artistico dell’Orchestra Filarmonica di Torino. Dal 1976 a Torino è organista presso la Cappella Esterna dell’Istituto Internazionale ‘Don Bosco’, Pontificia Università Salesiana (UPS), dal 2017 anche presso la barocca chiesa di San Carlo, nella piazza omonima, e più di recente in Santa Teresa. Nell’autunno del 2018 in veste di organista ha partecipato ad una produzione del Requiem op. 48 di Fauré. È citato nel Dizionario di Musica Classica a cura di Piero Mioli, BUR, Milano © 2006, che gli dedica una ‘voce’ specifica (vol. II, p. 1414).

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