Pelléas et Melisande, il sublime capolavoro di Debussy


Opera nel regno del silente e dell’incorporeo. Inaugurata a Torino la stagione 2015-16 dell’OSNRai, in Auditorium ‘Toscanini’, con il suo Direttore principale Juraj Valčuha


di Attilio Piovano foto © Studio PiùLuce


Un pool di specialisti in musica francese proto-novecentesca o, se si preferisce, uno strepitoso cast vocale per un capolavoro assoluto, il Pelléas et Mélisande di Debussy col quale si è inaugurata a Torino la stagione dell’OSNRai, in Auditorium ‘Toscanini’ la sera di giovedì 15 ottobre 2015. Un’opera simbolista, il Pelléas, partitura di inarrivabile bellezza, eleganza e raffinatezza che, a conti fatti, ci guadagna enormemente in un’esecuzione in forma di concerto (con sopratitoli e giochi di luce molto soft a sottolineare i cambi di scena, ovvero l’alternanza giorno-notte, e inoltre la semplice entrata e uscita dei solisti). Un’opera fondata sull’immanente presenza dell’acqua, declinata in tutte le sue possibili valenze, e allora l’acqua del mare e l’acqua della fontana dei ciechi con le iridescenze delle arpe, ma anche l’acqua stagnante nei sotterranei del castello, segnacolo di morte, e l’acqua come elemento ancestrale, come liquido amniotico.Pélleas et Mélisande_applausi_PiuLuce_2015_235



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L'autore: Attilio Piovano

Attilio Piovano (Torino, 1958), musicologo e scrittore, ha pubblicato Invito all’ascolto di Ravel (Mursia 1995), i racconti musicali La stella amica (Daniela Piazza 2002) e Il segreto di Stravinskij (Riccadonna 2006), i romanzi L’Aprilia blu (Daniela Piazza 2003) e Sapeva di erica, di torba e di salmastro (rueBallu 2009, prefazione di Uto Ughi). In preparazione una nuova raccolta di racconti musicali. Laurea in Lettere, studi in Composizione, diploma in Pianoforte, in Musica corale e Direzione di Coro, è autore di contributi, specie sulla musica di primo Novecento, apparsi in volumi miscellanei, atti di convegni e su rivista. Saggista e conferenziere, ha collaborato con La Scala, la RAI, il Festival MiTo, lo Stresa Festival, La Fenice, l’Opera di Roma, il Teatro Lirico di Cagliari, l’Unione Musicale, il Teatro Regio, il Politecnico di Torino e con varie altre istituzioni. Corrispondente del «Corriere del Teatro», scrive per «Torinosette», magazine de «La Stampa», ha collaborato con «Amadeus», scrive inoltre per «La Voce del Popolo» (da 24 anni) ed esercita la critica su più testate. Docente di Storia ed Estetica della Musica (dal 1986, presso vari Conservatori), dal 1991 a tutt’oggi è titolare di tale disciplina presso il Conservatorio ‘G. Cantelli’ di Novara dove è inoltre incaricato dell’insegnamento di Musica sacra moderna e contemporanea (Analisi delle forme compositive) nell’ambito del Corso biennale di Diploma Accademico in Discipline Musicali (Musica sacra) attivato a partire dall’a.a. 2008/2009 in collaborazione con il Pontificio Ateneo di Musica Sacra in Roma. A partire dall'anno accademico 2012-2013 tiene un corso monografico su «Architettura, Scenografia e Musica» presso il Dipartimento di Architettura & Design del Politecnico di Torino (in collaborazione con Fondazione Teatro Regio: workshop specialistico destinato al Corso di Laurea Magistrale). È stato Direttore Artistico dell’Orchestra Filarmonica di Torino. Da 37 anni (dal 1976 a tutt’oggi) è organista presso la Cappella Esterna dell’Istituto Internazionale ‘Don Bosco’, Pontificia Università Salesiana (UPS), sezione di Torino. È citato nel «Dizionario di Musica Classica» a cura di Piero Mioli, BUR, Milano (2006), che gli dedica una ‘voce’ specifica (vol. II, p. 1414).

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