Rigoletto, dialettica tra “tipo” e “personaggio”


In scena al Teatro Bellini di Catania il titolo verdiano, la regìa è di Roberto Laganà e la direzione musicale di Michelangelo Mazza


di Santi Calabrò foto © Giacomo Orlando


RIGOLETTO è il dramma di Verdi in cui la dialettica tra “tipo” e “personaggio” segna il momento di frizione più evidente, investendo i contenuti non meno che la forma. Ai due estremi dell’uomo che agisce secondo schemi di superficie – che sono poi la sua stessa sostanza – e di quello che indossa maschere cangianti sotto cui agiscono sentimenti di verità devastante, corrisponde la compresenza nell’opera della convenzione esibita senza scavo alcuno e del ritratto di una psicologia complessa. Il Duca di Mantova e Rigoletto si fronteggiano senza scontrarsi direttamente e il loro conflitto necessita di braccia che si incarichino del lavoro sporco: cortigiani e sicari stanno lì apposta, dalla notte dei tempi, mentre i mondi dei mandanti restano paralleli e inconciliabili.



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L'autore: Santi Calabrò

Nato a Messina, si è diplomato in pianoforte con il massimo dei voti, la lode e la menzione d'onore, ed ha conseguito la laurea in Lettere Moderne con 110 e lode. Svolge attività concertistica, tiene concerti-conferenza ed è invitato a convegni musicologici. Critico musicale per dieci anni presso la Gazzetta del Sud, è collaboratore di Amadeus. Pubblica articoli musicologici su riviste specializzate ed è autore di saggi per volumi collettanei. Suona applicando i principi del suo "Tecnica del dito preparato" (Edizioni Leonida, Reggio Calabria 2007), un metodo per pianoforte di impianto e concezione innovativi. Vincitore di concorso nazionale, insegna attualmente presso il Conservatorio di Messina.

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