«Werther» di Massenet a Vienna, ritorna la Garanča


Il grande mezzosoprano è ancora Charlotte nell’allestimento con lei varato dieci anni or sono: regìa di Serban, Polenzani protagonista, infallibile orchestra dello Staatsoper


di Francesco Lora foto © Wiener Staatsoper – Michael Pöhn


TRA I MIGLIORI ALLESTIMENTI SCENICI in uso allo Staatsoper di Vienna figura un Werther di Jules Massenet con regìa di Andrei Serban, scene di Peter Pabst e costumi di Pabst stesso e Petra Reinhardt. È stato varato nel 2005 e, a distanza di dieci anni, nulla è finito col perdere e nulla ha dovuto mutare. Il punto forte sta nella struttura scenica: un grandioso albero secolare domina il palcoscenico e lo divide in spazi di primo e secondo piano; si lascia percorrere dai personaggi tramite ponti e li fa agire su più livelli; segnala con il verdeggiare, l’ingiallire e il cadere del fogliame il passare inesorabile del tempo. Il taglio degli abiti indossati e il televisore in bianco e nero definiscono la trasposizione della vicenda agli anni ’50 del Novecento, mentre la regìa sparisce discreta nella didascalia rivivificata, nell’agio attoriale dei cantanti, nella chiarezza dell’enunciato e nella letteralità del messaggio.



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L'autore: Francesco Lora

È laureato in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo, e dottore di ricerca in Musicologia e Beni musicali (Università di Bologna). Con Elisabetta Pasquini dirige la collana «Tesori musicali emiliani» (Bologna, Ut Orpheus, 2009-) e vi pubblica in edizione critica l’Integrale della musica sacra per Ferdinando de’ Medici di Perti (2 voll., 2010-11) e tutti gli oratorii di Colonna (L’Assalonne, Il Mosè e La profezia d’Eliseo, 2013-16; La caduta di Gierusalemme, c.s.). La sua edizione critica dell’opera La rappresaglia di Mercadante (Bologna, Ut Orpheus, c.s.), anch’essa curata con Pasquini, è alla base dello spettacolo che quest’anno inaugurerà il Festival della Valle d’Itria per celebrare i 150 anni dalla morte del compositore. Sue sono la monografia Nel teatro del Principe. I drammi per musica di Giacomo Antonio Perti per la Villa medicea di Pratolino (Torino-Bologna, De Sono - Albisani, 2016) e l’edizione critica delle musiche nel manoscritto Austriaco laureato Apollini (mottetti e concerti di Lazzari, Perroni e Veracini per l’incoronazione imperiale di Carlo VI d’Asburgo; Padova, Centro Studi Antoniani, 2016). Ha collaborato alla Cambridge Handel Encyclopedia e collabora tuttora al Dizionario biografico degli Italiani, al Grove Music Online e alla Musik in Geschichte und Gegenwart. Dal 2003 è critico musicale per testate giornalistiche specializzate, inviato nelle principali istituzioni di spettacolo in Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Spagna e Svizzera; collabora con «Il Corriere musicale» dal 2013.

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