«Lulu» a Bolzano, in prima italiana la versione di Eberhard Kloke


Il compositore e musicologo tedesco ha scritto nel 2008 una nuova versione del terzo atto incompiuto dell’opera, andato in scena per la prima volta a Copenhagen nel 2010, utilizzando solo materiali originali di Berg | Cast di ottimo livello e ben rodato. Il direttore Anthony Negus ha voluto dedicare questo spettacolo alla memoria di Pierre Boulez


di Gianluigi Mattietti foto © Benedetta Pitscheider


Il ciclo Oper.a 20.21 della Fondazione Haydn di Trento e Bolzano sta scompaginando le abitudini, un po’ soporifere, della programmazione dei Teatri d’Opera in Italia, che negli ultimi anni, per evitare rischi e fare cassa, stanno ripiegando sui soliti autori e i soliti titoli. Al Teatro Comunale di Bolzano invece, dopo Barber e Bernstein è stata la volta di Berg – e ad aprile ci saranno anche Whatever Works di Manuela Kerer e Arturo Fuentes, e Il Naso di Šostakovič (al Teatro Sociale di Trento) –, con una Lulu spettacolare e graffiante, presentata in una versione nuova per l’Italia, quella completata da Eberhard Kloke. Il terzo atto della partitura, lasciata incompiuta da Berg nel 1935, era stato infatti ricostruito e orchestrato da Friedrich Cerha nel 1979. E in quella versione l’opera era andata in scena a Parigi, e poi alla Scala, diretta da Pierre Boulez, con la storica regìa di Patrice Chéreau.



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L'autore: Gianluigi Mattietti

Docente di Storia della musica all'Università di Cagliari, autore di saggi e studi sulla musica del Novecento e contemporanea, collabora come critico musicale con le riviste Amadeus, The Classic Voice, Musica, Il Giornale della Musica, Golem informazione, Il Corriere Musicale.

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