Monthly Archives: Febbraio 2016

La lucidità romantica di Matthias Goerne

La lucidità romantica di Matthias Goerne

In occasione del 1400° concerto dalla sua fondazione, la Società dei Concerti di Trieste ha organizzato una tre giorni interamente dedicata all’ultima produzione di Schubert, culminata lo scorso mercoledì con l’esecuzione della Winterreise affidata a Matthias Goerne e Alexander Schmalcz. Vedere il più grande liederista tedesco dei nostri giorni, alle prese con il ciclo più intenso e commovente della storia della musica non poteva non conferire un’aura sacrale che andava oltre alla performance..

«I due Foscari» al Teatro alla Scala

«I due Foscari» al Teatro alla Scala

Iniziata sotto i migliori auspici, la prima rappresentazione di questo nuovo allestimento de I due Foscari alla Scala si è conclusa con evidenti contestazioni provenienti da una parte del loggione che non ha gradito molto la direzione di Michele Mariotti e la performance della soprano Anna Pirozzi nel ruolo di Lucrezia Contarini. Contestazioni che ci trovano consenzienti solo in parte e che d’altronde sono più che salutari nella vita di un teatro e nel clima odierno che troppo spesso giustifica

«Attila» a Palermo

«Attila» a Palermo

Mettere in scena Attila di Verdi subito dopo l’ultima giornata de L’anello del Nibelungo di Wagner è una scelta coraggiosa, che avvicina opere di due compositori immortali messi sempre a confronto. Ciò nonostante non si può parlare né di vincitori né di perdenti: Attila proposta dal Teatro Massimo di Palermo si difende fortemente per l’originalità della partitura, che la direzione di Daniel Oren ha impreziosito con una grande efficacia scenica. La scorrevolezza della musica e l’atmosfera sonora

Guido Rimonda e «Le violon noir», mistero e demonismo

Guido Rimonda e «Le violon noir», mistero e demonismo

Un violino davvero speciale, quello di Guido Rimonda che a Torino, domenica 21 febbraio 2016, ha interpretato pagine per lo più ‘demoniache’ di Tartini, Locatelli, Paganini ed altri, unitamente alla Camerata Ducale, guidando con autorevolezza la compagine, ma soprattutto presentandosi in veste di solista di lusso. Un violino speciale per il suo suono, corposo e dolcissimo nel contempo, più ancora per la sua storia curiosa, intrigante e misteriosa. Si tratta infatti del pregevole Stradivari. . .

Fabio Sparvoli: «Les pêcheurs de perles, il fascino della decadenza»

Fabio Sparvoli: «Les pêcheurs de perles, il fascino della decadenza»

«Per me questa opera è più bella di Carmen. Inoltre Les pêcheurs de perles ha avuto anche la sfortuna di molte rielaborazioni successive che hanno appesantito la versione originale. Il personaggio di Zurga ad esempio veniva fatto morire, cosa che il pubblico non vedrà a Firenze. In questo allestimento abbiamo fatto un lavoro filologico di recupero della prima versione che ripulisse le cose superflue aggiunte negli anni».

«Weekend Italie» alla Philharmonie di Parigi

«Weekend Italie» alla Philharmonie di Parigi

Si comincia in tarda mattinata alla salle de répétition con il quartetto composto da Roland Daugereil (violino), Pascale Meley (violino), Nicolas Carles (viola) e Claude Giron (violoncello) a confrontarsi con il repertorio cameristico italiano ottocentesco. In programma il Quartetto in mi minore di Verdi, unico esempio del genere nel catalogo del compositore, la bella miniatura elegiaca intitolata Crisantemi di Puccini e in coda la trascrizione per quartetto curata da Emanuele Muzio di alcuni nu

Chiaroscuri d’autore per Maria João Pires e Lilit Grygorian

Chiaroscuri d’autore per Maria João Pires e Lilit Grygorian

Il ritorno di Maria João Pires al Conservatorio per la Stagione della Società del Quartetto è avvenuto secondo un protocollo insolito che ha visto la grande pianista suonare assieme a una propria allieva, la trentunenne armena Lilit Grygorian, in un programma che prevedeva due grandi lavori per pianoforte a quattro mani estratti dallo stupefacente forziere di tesori usciti dalla penna di Schubert. Entrambe le pianiste eseguivano poi due sonate di Beethoven (la 101 e la 111)

«Der müde Tod», la musica di Cornelius Schwehr per il capolavoro di Fritz Lang

«Der müde Tod», la musica di Cornelius Schwehr per il capolavoro di Fritz Lang

Dalla première del film di Fritz Lang Der müde Tod, titolo tradotto in italiano come “Destino”, avvenuta a Berlino il 6 ottobre del 1921, sono passati quasi cento anni. Il regista tedesco definì questo suo lavoro come un «canto popolare in sei versi», durante i quali si racconta la storia di una giovane donna che cerca in ogni modo di convincere la Morte (interpretata da Bernhard Goetzke) a ridarle il suo giovane marito deceduto prematuramente.

Una «Tosca» di classe a Torino

Una «Tosca» di classe a Torino

Una Tosca indubbiamente di qualità e di classe, quella vista al Regio di Torino la sera di martedì 9 febbraio 2016, sia pure con qualche neo specie sul piano registico e quanto a direzione musicale. E allora innanzitutto i punti di forza dello spettacolo, andato in scena dinanzi ad una sala gremitissima (con la determinante sponsorizzazione di Reale Mutua), e si tratta di allestimento del Regio frutto di coproduzione col Comunale di Bologna (produzione originale: Hyogo Performing Arts Center. .

Micrologus canta le cortesie e l’audaci imprese

Micrologus canta le cortesie e l’audaci imprese

Non c’è forse testo e contesto migliore da affrontare per un ensemble versatile come Micrologus che quello dell’Orlando Furioso, del suo autore e delle fertili corti di Ferrara e Mantova che ne hanno nutrito le tasche e l’immaginazione. Per il cinquecentenario della prima edizione del poema l’ensemble ha portato all’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma un programma sulla musica nata intorno al poema ariostesco: ottave intonate, frottole, madrigali e danze dalla corte estense del primo

Beethoven pacato, (troppo).

Beethoven pacato, (troppo).

Poche le emozioni – spiace dirlo, ma questa è stata l’impressione largamente condivisa, o quanto meno quella percepita e registrata da chi scrive – a Torino la sera di giovedì 4 febbraio 2016, al Lingotto, con la Mahler Chamber Orchestra: sul podio Daniele Gatti che prosegue l’esplorazione delle Nove Sinfonie beethoveniane, ovvero l’esecuzione integrale ‘spalmata’ in più serate e su più annate. Era la volta della Sesta, l’inossidabile Pastorale e della ben più vitalistica e dionisiaca Settima.

Ovazioni per Bernard Haitink a Milano

Ovazioni per Bernard Haitink a Milano

Per la prima volta Bernard Haitink, leggendaria bacchetta olandese, sale sul podio del Teatro alla Scala. Non poteva scegliere programma migliore per un debutto così speciale: Ein deutsches Requiem di Johannes Brahms, pilastro della letteratura decadente tedesca, da sempre parte fondamentale del vastissimo repertorio del direttore, la cui interpretazione storica venne immortalata nel 1980 in un’incisione della Philips, alla guida dei Wiener Philharmoniker.

Wagner a Palermo: terza giornata

Wagner a Palermo: terza giornata

Si conclude con grande successo la saga wagneriana dei Nibelunghi messa in scena al Teatro Massimo di Palermo dalla sapiente mano registica dell’inglese Graham Vick. La giornata finale, Il crepuscolo degli dei – apprezzata e applaudita a lungo dal pubblico del capoluogo siciliano insieme a un gran numero di turisti – appare la più riuscita dal punto di vista scenico e musicale: la straordinaria cura delle scene (Richard Hudson) e delle luci (Giuseppe Di Iorio) collabora con la buona resa dei per

La Nona di Mahler: ‘ultima verba’, tutto un mondo interiore

La Nona di Mahler: ‘ultima verba’, tutto un mondo interiore

Ogni volta che si riascolta live la Nona Sinfonia di Mahler, sì insomma in sala da concerto – è accaduto le sere di giovedì 28 e venerdì 29 gennaio, a Torino in Auditorium ‘Toscanini’ con l’OSNRai in grandissima forma e un Valčuha in vero stato di grazia – ecco che emozioni, ricordi, immagini, suggestioni e altro ancora riaffiorano come un flusso inarrestabile nella nostra mente. La Nona, si sa, è un singolarissimo macrocosmo, un sismografo dell’anima, una sintesi poderosa e toccante dell’intero

«Il trionfo del tempo e del disinganno», un miracoloso Händel alla Scala

«Il trionfo del tempo e del disinganno», un miracoloso Händel alla Scala

La presenza di un’opera di Händel (o di un Oratorio o di un ibrido come Il trionfo del tempo e del disinganno) alla Scala è evento così raro da non poter passare sotto silenzio, e pur lamentandoci con insistenza per la scarsa presenza di questo tipo di repertorio nei teatri italiani, non si può che commentare favorevolmente lo spettacolo che è andato in scena l’altra sera, parzialmente recuperato da una produzione di Zurigo e di Berlino. Il protagonista assoluto di questo evento è risultato . .