Micrologus canta le cortesie e l’audaci imprese


Concerto romano per i cinquecento anni dalla prima edizione dell’Orlando Furioso


di Cecilia Malatesta | immagine: Angelica e Medoro Simone Peterzano, 1580. Collezione privata


Non c’è forse testo e contesto migliore da affrontare per un ensemble versatile come Micrologus che quello dell’Orlando Furioso, del suo autore e delle fertili corti di Ferrara e Mantova che ne hanno nutrito le tasche e l’immaginazione. Per il cinquecentenario della prima edizione del poema l’ensemble ha portato all’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma un programma sulla musica nata intorno al poema ariostesco: ottave intonate, frottole, madrigali e danze dalla corte estense del primo Cinquecento. Ma più che celebrare l’evento del 1516 in sé, lo spettacolo ideato da Patrizia Bovi re-introduce la dimensione temporale dell’elaborazione, della stesura, del racconto di cui la musica è testimonianza. Dalla gestazione lenta e preannunciata, le ottave dell’Orlando venivano infatti cantate e raccontate ben prima di essere date alle stampe e con una diffusione che valicava le mura della corte ferrarese per diffondersi nelle piazze tramite le voci dei cantastorie.

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L'autore: Cecilia Malatesta

Nata a Milano nel 1986, dopo svariati anni di studi pianistici classici, decide di dedicarsi alla musica dal punto di vista teorico; si laurea così in Beni culturali, indirizzo musicologico, con una tesi sulle musiche di scena di Gipo Gurrado per il teatro di “Quelli di Grock”. Dopo un periodo di studio all’Université Rabelais di Tours (2009-2010), si innamora della Francia medievale e termina gli studi magistrali sotto la guida di Davide Daolmi con una tesi che propone una rilettura del mecenatismo musicale di Eleonora d’Aquitania. Ha collaborato con il Comune di Abbiategrasso alla realizzazione del Festival di teatro urbano “Le strade del teatro” (edizione 2007) e con l’Ufficio Ricerca Fondi Musicali della Biblioteca Nazionale Braidense. Attualmente è collaboratrice Rilm Italia e cerca la propria strada, sognando che s’incroci con quella della musica antica.

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