Daniele Gatti alla Scala: una lenta trasfigurazione


Con la Filarmonica il direttore intraprende una nuova lettura di Schoenberg, Strauss e Wagner. Misura, controllo e ratio non infiammano il Teatro


di Luca Chierici foto © Silvia Lelli


Il rapporto professionale ma soprattutto umano che Daniele Gatti dimostra di avere da sempre con i professori della Filarmonica della Scala e con il pubblico del Teatro è un elemento in più che gli assicura le simpatie di noi tutti, e se il suo ultimo concerto è stato accolto da applausi convinti ma non trionfali ciò è da addebitarsi parzialmente alla scelta di un programma che non concedeva spazio al consenso facile. Una scelta che è stata compiuta dal direttore tenendo presente innanzitutto della coerenza dell’impaginazione, con tre composizioni che si dipanavano attorno al motivo della trasfigurazione, intesa secondo significati differenti, e che almeno nei primi due casi (Verklärte Nacht di Schoenberg risale al 1899, Tod un Verklärung di Strauss al 1890) appartengono a una stagione musicale comune ricchissima di novità.



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L'autore: Luca Chierici

Luca Chierici, nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Radio Popolare dal 1978 e per Il Corriere Musicale dal 2012, collabora alla rivista Classic Voice dal 1999 come esperto di musica pianistica. È autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti istituzioni teatrali e concertistiche e case discografiche. Ha collaborato per molti anni alle riviste Musica, Amadeus, Piano Time, Opera, Sipario. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha curato numerose voci per la Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso i licei milanesi. Nell'anno accademico 2016-2017 ha tenuto un ciclo di seminari di storia dell'interpretazione pianistica presso il Conservatorio di Novara (ciclo che è stato replicato per l'anno 2017-2018 al Conservatorio di Piacenza). Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di oltre 110.000 spartiti e una collezione di oltre 70000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha contribuito in qualità di consulente al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano. Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

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