«Il trittico» a Roma, Puccini contemporaneo


Lo spettacolo di Michieletto passa al Teatro dell’Opera e partecipa a un discorso musicale di rara modernità: eccellenti Rustioni, Racette, Frontali e Urmana


di Francesco Lora


Dopo un Benvenuto Cellini trionfale, l’attuale salute artistica del Teatro dell’Opera di Roma è stata riconfermata da un nuovo spettacolo ambizioso: Il trittico di Giacomo Puccini, locandina pregiata nei nomi e onorata dai fatti, per sette recite (17-24 aprile). Discorso quanto più possibile svelto – ma il Regietheater pretende spazio – sullo spettacolo con regìa di Damiano Michieletto, scene di Paolo Fantin e costumi di Carla Teti: lo si conosce già dalle rappresentazioni del 2012 e 2013 al Teatro Reale di Copenaghen e al Theater an der Wien. Esso poggia su tre propositi e corrispondenti esiti: traslazione spazio-temporale, verso la contemporaneità, delle opere che compongono il trittico, con modifica dei riferimenti visivi ma non della drammaturgia né – spesso – della didascalia stessa; tensione di un fil rouge che colleghi Il tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi, laddove le tre opere contrasterebbero deliberatamente per soggetto, contesto, linguaggio e sottogenere; cura attentissima del gesto, cogliendo e avvalorando ogni occasione di doppio senso espressivo o di controscena significativa.



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L'autore: Francesco Lora

È laureato con lode in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo, ed è dottore di ricerca in Musicologia e Beni musicali (Università di Bologna). Con Elisabetta Pasquini ha fondato la collana «Tesori musicali emiliani» (Bologna, Ut Orpheus, 2009-) e vi pubblica in edizione critica l’Integrale della musica sacra per Ferdinando de’ Medici di Perti (2010-11) e tutti gli oratorii di Colonna (già usciti: L’Assalonne, Il Mosè e La profezia d’Eliseo, 2013-16). Collabora alla Cambridge Handel Encyclopedia, al Dizionario biografico degli Italiani, al Grove Music Online e alla Musik in Geschichte und Gegenwart. Recenti la monografia Nel teatro del Principe. I drammi per musica di Giacomo Antonio Perti per la Villa medicea di Pratolino (Torino-Bologna, De Sono - Albisani, 2016) e l’edizione critica delle musiche nel manoscritto Austriaco laureato Apollini (mottetti e concerti di Lazzari, Perroni e Veracini per l’incoronazione imperiale di Carlo VI d’Asburgo; Padova, Centro Studi Antoniani, 2016). Dal 2003 è critico musicale per testate giornalistiche specializzate, inviato nelle principali istituzioni di spettacolo in Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Spagna e Svizzera. Collabora con «Il Corriere musicale» dal 2013.

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