«Tosca» a Genova, ovvero Il cavalier Cavaradossi


Al Carlo Felice il titolo di Puccini: di forte impatto l’impianto scenico di Davide Livermore, Francesco Meli è un Cavaradossi molto convincente


di Attilio Piovano foto © Marcello Orselli


Per una volta – se per assurdo fosse concesso – si sarebbe dovuto mutare il titolo riformulando Il cavalier Cavaradossi (o qualcosa del genere). Già, perché il vero protagonista di questa Tosca andata in scena al Carlo Felice di Genova la sera di mercoledì 4 maggio 2016 (e si tratta di una ripresa dell’allestimento della scorsa stagione), è stato proprio lui, Francesco Meli, nel ruolo per l’appunto del pittore Mario Cavaradossi. E lo si è compreso fin dall’iniziale e celeberrima «Recondita armonia», affrontata con centellinata pacatezza, un’eleganza e un magnetismo davvero indicibili: tecnica sicura, voce possente, stentorea e duttile al tempo stesso, molta espressività, niente inutili gigionismi e irresistibile appeal. Il vero e proprio clou con «Lucevan le selle» accolta da protratti e calorosissimi applausi. Meli, immobile sulla scena, che si godeva il trionfo; poi un gesto, le mani che si portano al viso, l’evidente commozione che inizia a sopraffarlo, dinanzi al ‘suo’ pubblico, protagonista nella ‘sua’ città, una breve intesa con il direttore e la decisione di bissare per intero il commovente evergreen che conduce alla concisa parte conclusiva, ovvero al tragico epilogo del capolavoro pucciniano. Non solo: Meli possiede spiccate doti attoriali che ne fanno un artista completo dalla indiscussa ed ammirata professionalità.



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L'autore: Attilio Piovano

Musicologo e scrittore, ha pubblicato (tra gli altri) Invito all’ascolto di Ravel (Mursia 1995, ristampa RCS 2018), i racconti musicali La stella amica (Daniela Piazza 2002), Il segreto di Stravinskij (Riccadonna 2006) e L’uomo del metrò (e-book interattivo per i tipi de ilcorrieremusicale.it 2016, prefazione di Gianandrea Noseda). Inoltre i romanzi L’Aprilia blu (Daniela Piazza 2003) e Sapeva di erica, di torba e di salmastro (rueBallu 2009, prefazione di Uto Ughi). Coautore di una monografia su Felice Quaranta (con Ennio e Patrizia Bassi, Centro Studi Piemontesi 1994), del volume Venti anni di Festival Organistico Internazionale (con Massimo Nosetti, 2003), curatore e coautore del volume La terza mano del pianista (Testo & Immagine 1997). Laurea in Lettere, studi in Composizione, diploma in Pianoforte, in Musica corale e Direzione di Coro, è autore di contributi, specie sulla musica di primo ‘900, apparsi in volumi miscellanei, atti di convegni e su rivista. Saggista e conferenziere, vanta collaborazioni con La Scala, Opéra Royal Liège, RAI, La Fenice, Opera di Roma, Lirico di Cagliari, Coccia di Novara, Carlo Felice di Genova, Stresa Festival, Orchestra Camerata Ducale ecc.; a Torino col Festival MiTo (già Settembre Musica, ininterrottamente dal 1984), Unione Musicale, Teatro Regio, Politecnico e con varie altre istituzioni. Già corrispondente del «Corriere del Teatro», ha esercitato la critica su più testate; dalla fondazione scrive per «ilcorrieremusicale.it»; ha scritto inoltre per «Torinosette», magazine de «La Stampa», ha collaborato con «Amadeus» e scrive (dal 1989) per «La Voce del Popolo» (dal 2016 divenuta «La Voce e il Tempo»); dal 2018 recensisce per «Il Corriere della Sera» (edizione di Torino). Membro di giuria in concorsi letterari nonché di musica da camera e solistici. Docente di Storia ed Estetica della Musica (dal 1986, presso vari Conservatori), dal 1991 a tutt’oggi è titolare di cattedra presso il Conservatorio “G. Cantelli” di Novara dove è inoltre incaricato dell’insegnamento di Storia della Musica sacra moderna e contemporanea nell’ambito del Corso biennale di Diploma Accademico in Discipline Musicali (Musica sacra) attivato dall’a.a. 2008/2009 in collaborazione col Pontificio Ateneo di Musica Sacra in Roma. Dal 1° gennaio 2018, cura inoltre l’Ufficio Stampa del Conservatorio “G. Cantelli”. Dal 2012 tiene corsi monografici sulla Storia del Melodramma (workshop su «Architettura, Scenografia e Musica» presso il Dipartimento di Architettura & Design del Politecnico di Torino, Corso di Laurea Magistrale, in collaborazione con Fondazione Teatro Regio). È stato Direttore Artistico dell’Orchestra Filarmonica di Torino. Dal 1976 a Torino è organista presso la Cappella Esterna dell’Istituto Internazionale ‘Don Bosco’, Pontificia Università Salesiana (UPS), dal 2017 anche presso la barocca chiesa di San Carlo, nella piazza omonima, e più di recente in Santa Teresa. Nell’autunno del 2018 in veste di organista ha partecipato ad una produzione del Requiem op. 48 di Fauré. È citato nel Dizionario di Musica Classica a cura di Piero Mioli, BUR, Milano © 2006, che gli dedica una ‘voce’ specifica (vol. II, p. 1414).

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