«Idomeneo» a Valencia


Nuovo allestimento in scena al Palau de les Arts con la direzione di Fabio Biondi e la regìa di Livermore: una commistione di stili e stimoli visivi


di Alberto Bosco foto © Tato Baeza


Nel suo nuovo allestimento dell’Idomeneo, andato in scena al Palau de les Arts di Valencia, Davide Livermore sembra aver voluto sviluppare un’intuizione critica che già Massimo Mila aveva avuto tanti anni fa, ossia quella dell’importanza del mare, personaggio onnipresente in quest’opera, quasi che Mozart avesse anticipato la ricerca romantica del colore locale in un’opera seria ancora settecentesca. Così dall’inizio alla fine gli alti e bassi del dramma sono accompagnati da proiezioni video sullo sfondo molto suggestive e di grande effetto. Il problema è che tendono a saturare l’attenzione, per esempio distogliendo dalla musica durante l’ouverture e facendo passare in sordina anche quei momenti nell’accompagnamento orchestrale che effettivamente hanno suggestioni marine.



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L'autore: Alberto Bosco

Alberto Bosco si è formato a Torino, completando all’Università e al Conservatorio gli studi di composizione, pianoforte e storia della musica. Addottoratosi in letterature e culture comparate, ha ricevuto borse di studio e di ricerca da istituzioni quali il Ministero degli esteri spagnolo, l’Università di Torino, la Commissione Fulbright, la Fondazione Paul Sacher di Basilea e l’Accademia Nazionale dei Lincei. Grazie al sostegno di quest'ultima, ha ricostruito l’epistolario di Massimo Mila e Fedele d’Amico che è in corso di pubblicazione. Attualmente insegna a Madrid, nelle sedi distaccate dell’Università di Saint Louis e Stanford. Collabora regolarmente con riviste specializzate, società di concerti ed enti lirici, in particolare con l'Unione Musicale e il Teatro Regio di Torino, con il Teatro alla Scala di Milano, il Giornale della Musica e dall'aprile 2016 con Il Corriere Musicale.

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