«Der Rosenkavalier» incanta il pubblico della Scala


Sapiente lettura di Zubin Mehta circondato da un compagnia di canto di alto livello in cui si sono distinti Krassimira Stoyanova, Günther Groissböck, Christiane Karg, Adrian Eröd


di Luca Chierici foto © Brescia&Amisano


Con una ripresa dello spettacolo andato in scena al Festival di Salisburgo un paio di anni fa, Il Rosenkavalier è ritornato alla Scala dopo cinque anni di assenza: un successo unanime di pubblico e numerose chiamate alla ribalta per il cast vocale e soprattutto per Zubin Mehta hanno visto ancora una volta trionfare un titolo che non è mai uscito dal repertorio di un Teatro nel quale in passato si sono avute almeno due produzioni entrate nella leggenda sotto la direzione di Karajan e Carlos Kleiber e con cantanti di assoluta grandezza.

È più attraverso il Rosenkavalier che nel ricordo delle iconoclaste partiture di Salome ed Elektra che Richard Strauss prosegue il suo lungo cammino verso gli ultimi diafani lavori teatrali rivolti al ricordo di un classicismo tanto lontano dall’amara realtà degli anni attorno alla seconda guerra mondiale. L’affettuosa e sapiente lettura di Mehta, giunto quasi alle soglie di età dell’amato Richard, è stata condotta con una scelta di tempi spesso più moderati rispetto a quelle di altri colleghi famosi che lo hanno preceduto ma allo stesso tempo è riuscita a sottolineare mille dettagli che hanno ricordato ad esempio quante e quali affinità vi siano tra i momenti memorabili dell’opera e molti luoghi futuri della produzione del musicista. Basti pensare alle evidenti somiglianze tra la strumentazione dello screziato tema della Rosa argentea e quello della trasfigurazione arborea di Daphne, entrambi espressi attraverso un prezioso disegno al registro acuto degli archi, o a certi momenti anticipatori dell’estenuata liricità dei Vier letzte Lieder.



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L'autore: Luca Chierici

Luca Chierici, nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Radio Popolare dal 1978 e per Il Corriere Musicale dal 2012, collabora alla rivista Classic Voice dal 1999 come esperto di musica pianistica. È autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti istituzioni teatrali e concertistiche e case discografiche. Ha collaborato per molti anni alle riviste Musica, Amadeus, Piano Time, Opera, Sipario. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha curato numerose voci per la Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso i licei milanesi. Nell'anno accademico 2016-2017 ha tenuto un ciclo di seminari di storia dell'interpretazione pianistica presso il Conservatorio di Novara (ciclo che è stato replicato per l'anno 2017-2018 al Conservatorio di Piacenza). Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di oltre 110.000 spartiti e una collezione di oltre 70000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha contribuito in qualità di consulente al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano. Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

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