Zubin Mehta, “Il Maggio è la mia casa”


di Michele Manzotti


«MI AUGURO che il teatro sia esaurito, perché questa è un’occasione unica per ascoltare una grande pagina di Beethoven. Bellissima, ma eseguita raramente. A Firenze per esempio manca dal 1998». Zubin Mehta, insieme al direttore artistico Pierangelo Conte e al maestro del coro Lorenzo Fratini,  ha voluto raccontare come lui stesso consideri l’appuntamento di stasera all’Opera di Firenze come uno dei più importanti della stagione concertistica. In programma la monumentale Missa Solemnis di Beethoven con l’orchestra e il coro del Maggio Musicale Fiorentino e i solisti Rachel Harnisch, Lioba Braun, Torsten Kerl e Steven Humes. «Forse gli spettatori pensano che sia un lavoro difficile. Invece è una pagina splendida, scritta da Beethoven nei suoi ultimi anni. Non viene fatta spesso perché richiede molta preparazione per un organico vasto».

Ci saranno elementi aggiunti?
«L’orchestra sarà al completo con novanta elementi più altrettanti del coro. A proposito del coro, ha lavorato venti giorni su questa composizione e negli ultimi tempi ha affrontato partiture importanti con grande successo».

In questa composizione ci sono dei momenti che predilige?
«Il ponte che porta verso il Benedictus con viole e organo e anche la musica scelta per descrivere Et incarnatus est, di grande suggestione».

Le mancheranno orchestra e coro del Maggio quando cesserà il suo impegno come Direttore principale?
«Mi mancano sempre. E comunque non finisce certo la collaborazione con questo teatro anche se nel giugno 2017 terminerà il mio incarico. L’Opera di Firenze è nata anche grazie a mie indicazioni così come la valorizzazione di orchestra è coro è basata sulle mie scelte».

Le scelte artistiche non saranno sue…
«Per gli spettacoli che mi riguardano sì. Poi c’è qui il direttore artistico Conte con il quale abbiamo concordato gli appuntamenti negli anni successivi».

Quali sono?
«Nel 2018 lavoreremo sulle sinfonie di Čajkovskij, Brahms e su Stravinskij. Non sono previste opere».

Ha già parlato con il suo successore Fabio Luisi?
«Avrà da parte mia un biglietto di benvenuto quando arriva».


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L'autore: Michele Manzotti

Nato a Firenze nel 1960, è musicologo e giornalista. Dopo essersi laureato in Lettere nel 1986, ha collaborato con varie riviste, e ha insegnato storia della musica al Liceo musicale di Arezzo. Assunto al «Resto del Carlino» nel 1990, dal 1995 lavora a «La Nazione», dove attualmente è all’ufficio centrale. Nel 2002 in «Civiltà Musicale» è stato pubblicato il suo catalogo delle musiche non operistiche di Arrigo Boito. Dello stesso anno è l’uscita del libro Attilio Brugnoli-Il pianoforte e la sua mano (Polistampa, Firenze) con cd allegato con la prima incisione assoluta delle musiche di Brugnoli, compositore di cui ha poi raccolto l’opera omnia per l’Enap stampata da Laterza nel 2006. Cura inoltre tramissioni per l’emittente Rete Toscana Classica e collabora con gli Swingle Singers.

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