Gino Marinuzzi, a Catania la «Sinfonia in la»


di Santi Calabrò


La Sinfonia in La di Gino Marinuzzi, composta per buona parte nei rifugi antiaerei milanesi durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, meriterebbe un posto stabile nel repertorio sinfonico. La rara e meritoria proposta del Teatro di Catania, che l’ha programmata sotto l’efficace direzione di Giuseppe Grazioli, ha avuto un’accoglienza entusiastica da parte del pubblico, a riprova, se ce ne fosse ancora bisogno, di come ci sia tutto un Novecento da riscoprire: moderno, colto, non manieristico e tenacemente estraneo all’archiviazione della tonalità – bandiera, questa, delle avanguardie musicali –.

Gino Marinuzzi

Gino Marinuzzi

Grazioli ha studiato evidentemente con impegno e passione la difficile partitura, portando l’orchestra catanese a renderne efficacemente la campata grandiosa. A voler descrivere in sintesi il carattere della Sinfonia in La, bisogna sgombrare il campo dal riflesso condizionato del concetto, qui non pertinente, di “neoclassico”. Tale vocabolo è di certo appropriato a molte composizioni del Novecento che adottano la forma-sonata e, con il conforto di una intelaiatura strutturale tetragona, liberano le loro energie creative dentro lo “stampo” accreditato dalla tradizione. Di tutt’altro segno il procedere di Marinuzzi: la correlazione tra la superficie motivica delle due sezioni espositive del I movimento – l’una caratterizzata da sapiente intarsio musivo di aguzzi disegni tematici in stato di agitazione metrica e tonale (soprattutto tra La minore e le tonalità maggiori di La e Do, corrispondente e relativa), l’altra da un tipico “secondo tema” disteso e melodico – risponde a proporzioni che coinvolgono dialetticamente la concezione armonica su grande scala.



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L'autore: Santi Calabrò

Nato a Messina, si è diplomato in pianoforte con il massimo dei voti, la lode e la menzione d'onore, ed ha conseguito la laurea in Lettere Moderne con 110 e lode. Svolge attività concertistica, tiene concerti-conferenza ed è invitato a convegni musicologici. Critico musicale per dieci anni presso la Gazzetta del Sud, è collaboratore di Amadeus. Pubblica articoli musicologici su riviste specializzate ed è autore di saggi per volumi collettanei. Suona applicando i principi del suo "Tecnica del dito preparato" (Edizioni Leonida, Reggio Calabria 2007), un metodo per pianoforte di impianto e concezione innovativi. Vincitore di concorso nazionale, insegna attualmente presso il Conservatorio di Messina.

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