Berliner Philharmoniker a Parma con Yannick Nézet-Séguin


di Ruben Vernazza


Se si volesse paragonarli ad un dolce, i Berliner Philharmoniker potrebbero essere una Saint-Honoré: un classico con una storia gloriosa e una fama inscalfibile, dal gusto talmente celebre e celebrato che si ha l’impressione di conoscerlo a menadito, ma che invece ad ogni assaggio torna a stupire per maestosità, eleganza, raffinatezza. Venerdì 2 luglio la compagine tedesca è approdata a Parma, nell’ambito della rassegna concertistica del Teatro Regio ParmaEstate, seconda e ultima tappa italiana (la prima è stata Firenze) di una lunga tournée internazionale.

Yannick Nézet-Séguin | Foto © Marco Borggreve

Yannick Nézet-Séguin | Foto © Marco Borggreve

Sede del concerto il cortile del Palazzo della Pilotta: una cornice architettonica di grande suggestione, intima nonostante l’ampiezza, ma difettosa dal punto di vista della resa acustica. Quando si ha l’occasione di ascoltare dei fuoriclasse come i Berliner è un peccato non godere di condizioni ambientali ottimali; ma, d’altro canto, gli spazi di un’arena all’aperto permettono di ospitare una grande quantità di pubblico, e di conseguenza i benefici al botteghino sono ovvi.



Prosegui la lettura di questo articolo o guarda il  contenuto multimediale iscrivendoti al Club dei lettori del Corriere Musicale con un abbonamento Rodolfo, Rodrigo o Conte d'Almaviva 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'autore: Ruben Vernazza

È dottorando di ricerca in musicologia nell’Università degli studi di Milano e nell’Università François Rabelais di Tours. Ha scritto saggi per varie riviste scientifiche ed è autore di voci del Dizionario biografico degli italiani della Treccani. Collabora con l’Istituto nazionale di studi verdiani e ha insegnato nel Dipartimento di musicologia dell’Università di Tours. Si occupa prevalentemente di opera italiana dell’Ottocento.

Perché non dire la tua? Leggi e accetta la Policy sui commenti