«La lontananza nostalgica utopica futura», Isabelle Faust a Berlino


di Corina Kolbe foto © Peter Adamik


IL TEMPO SEMBRAVA SOSPESO. Mentre Isabelle Faust suonava, muovendosi titubante tra i sei leggìi disposti in diversi punti della sala, lo spazio materiale si trasformava in qualcosa di irreale. Al Musikfest Berlin la violinista tedesca ha regalato un’esecuzione intensa e poetica de La lontananza nostalgica utopica futura, nel luogo esatto in cui il compositore Luigi Nono aveva scelto per la prima assoluta trentotto anni fa. Nella Kammermusiksaal, da Nono chiamata Kleine Philharmonie, il brano (dedicato al collega Salvatore Sciarrino) fu presentato al pubblico berlinese il 3 settembre 1988. E il solista di allora, Gidon Kremer, rimane a tutt’oggi parte integrante di questo progetto musicale sempre in fase di divenire.



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L'autore: Corina Kolbe

Giornalista residente a Berlino, collabora a giornali e riviste in Germania, Svizzera e Italia. Scrive di musica classica, di Claudio Abbado e le sue orchestre, di progetti educational e dell'impatto dei nuovi media sulla cultura. Laureata in lettere e storia, ha lavorato per l'Agenzia ANSA, Agence France-Presse e Netzeitung.de. Da giornalista freelance scrive per Zeit online, 'Der Tagesspiegel', 'Das Orchester', 'Neue Musikzeitung', 'Berner Zeitung', 'Musik & Theater', 'Concerti', 'Il Giornale della Musica', 'Musica', e 'Il Corriere Musicale'

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