Lo scandalo immaginario. «The turn of the screw» di Britten alla Scala


di Luca Chierici foto © Brescia&Amisano


IL PUBBLICO ITALIANO si sta (troppo) lentamente abituando al teatro di Britten. Ci sono ancora molti posti vuoti in teatro, soprattutto quando i titoli in programma non sono quelli più famosi, come Peter Grimes, ma il fascino di una concezione artistica raffinatissima, la devianza dai più caratteristici “ismi” novecenteschi e naturalmente le allusioni – quasi sempre implicite, nascoste – a una sessualità piuttosto problematica sono tutti elementi che suscitano una indubbia curiosità negli spettatori. Tratto dall’omonimo racconto di Henry James, The turn of the screw sembra fatto apposta per provocare nel lettore una curiosità morbosa senza che vi siano nel testo elementi sufficienti a giustificarla. E una storia di fantasmi, comune nell’Inghilterra tardo-vittoriana, diventa una meditazione sul tema dell’infanza violata, complici i pur inquietanti personaggi di Peter Quint e di Miss Jessel e l’intelligenza un poco sadica dei piccoli Flora e Miles.



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L'autore: Luca Chierici

Luca Chierici, nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Radio Popolare dal 1978 e per Il Corriere Musicale dal 2012, collabora alla rivista Classic Voice dal 1999 come esperto di musica pianistica. È autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti istituzioni teatrali e concertistiche e case discografiche. Ha collaborato per molti anni alle riviste Musica, Amadeus, Piano Time, Opera, Sipario. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha curato numerose voci per la Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso i licei milanesi. Nell'anno accademico 2016-2017 ha tenuto un ciclo di seminari di storia dell'interpretazione pianistica presso il Conservatorio di Novara (ciclo che è stato replicato per l'anno 2017-2018 al Conservatorio di Piacenza). Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di oltre 110.000 spartiti e una collezione di oltre 70000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha contribuito in qualità di consulente al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano. Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

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