Riccardo Chailly e Daniil Trifonov, successo ad Amburgo


di Corina Kolbe


È stato un mese fitto di impegni per i musicisti scaligeri. In giro per la Corea del Sud, la Cina e la Russia hanno eseguito Simon Boccanegra e la Messa da Requiem di Verdi nonché la Nona di Beethoven, mentre a Milano è andata in scena l’opera The Turn of the Screw di Britten. Affiancata dal pianista Daniil Trifonov l’orchestra mercoledì sera si è esibita nella splendida Laeiszhalle di Amburgo, inaugurata nel 1908.

Chailly, salutato calorosamente dal pubblico, ha proposto un programma dedicato a Schumann e Verdi, gettando così un ponte tra l’Italia e la Germania. Come direttore musicale della prestigiosa Gewandhausorchester di Lipsia (incarico che ha lasciato pochi mesi fa), ha approfondito le sue conoscenze dell’opera del compositore romantico, incidendo su cd l’integrale delle sue sinfonie nella versione orchestrale di Mahler. Ad Amburgo la Filarmonica ha cominciato invece con l’ouverture a “Manfred”, poema drammatico di Lord Byron messo in musica da Schumann. Sotto la bacchetta di Chailly i tempi sembravano assai dilatati, e in platea arrivava un suono corposo, forse un po’ troppo greve. Difatti la sala storica in stile neobarocco e di forma rettangolare ha un’acustica piuttosto problematica per una grande orchestra sinfonica come la Filarmonica che riempiva completamente lo spazio del palcoscenico. Nonostante il forte rimbombo nella sala l’orchestra si è mostrata in grande forma, dando una lettura dell’ouverture molto convincente dal punto di vista drammatico. Il Concerto per pianoforte e orchestra in la minore di Schumann ha visto come protagonista Daniil Trifonov, lanciatissimo sulla scena internazionale. Il giovane russo ha interpretato il brano con un impressionante virtuosismo tecnico e una grande sensibilità, anche se la cadenza solistica avrebbe meritato forse un approccio meno energico.

Nella seconda parte della serata l’intera sala è stata pervasa da un soffio di italianità. E Laura Marzadori, primo violino di spalla dal 2014 quando è entrata nell’orchestra a soli 25 anni, ha lasciato il posto al collega Salvatore Quaranta. Eseguendo il “ divertissement” Le quattro stagioni e la Sinfonia da I vespri siciliani di Verdi, l’orchestra ha presentato un suo cavallo di battaglia. Sotto la bacchetta esperta di Chailly i musicisti hanno suonato con molto brio. Gli archi e gli eccellenti fiati hanno arricchito le pagine di Verdi con tocchi di colore che un’orchestra proveniente dal nord difficilmente riuscirebbe a rendere. In un tedesco ineccepibile Chailly infine ha annunciato il bis: l’ouverture da Guglielmo Tell di Rossini con il celebre solo di violoncello in apertura. Applausi scroscianti, per il primo violoncello Alfredo Persichilli e per l’intera orchestra sotto la guida del suo direttore milanese. La tournée si concluderà il 2 ottobre con un concerto alla Philharmonie di Parigi, dopo tappe al Festspielhaus di Baden-Baden e al Musikverein di Vienna.


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L'autore: Corina Kolbe

Giornalista residente a Berlino, collabora a giornali e riviste in Germania, Svizzera e Italia. Scrive di musica classica, di Claudio Abbado e le sue orchestre, di progetti educational e dell'impatto dei nuovi media sulla cultura. Laureata in lettere e storia, ha lavorato per l'Agenzia ANSA, Agence France-Presse e Netzeitung.de. Da giornalista freelance scrive per Zeit online, 'Der Tagesspiegel', 'Das Orchester', 'Neue Musikzeitung', 'Berner Zeitung', 'Musik & Theater', 'Concerti', 'Il Giornale della Musica', 'Musica', e 'Il Corriere Musicale'

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