Addio a Sir Neville Marriner (1924-2016)

Si è spento ieri, domenica 2 ottobre all’eta di novantadue anni, il grande direttore d’orchestra e violinista britannico Sir Neville Marriner. A darne notizia è stata una della orchestre alle quali è stato più legato, l’Academy of St. Martin in the Fields Orchestra di Londra, da lui fondata alla fine degli anni Cinquanta e della quale era Presidente onorario a vita. In piena attività, Sir Neville Marriner era stato in Italia solo una settimana fa, dove aveva diretto l’Orchestra di Padova e del Veneto nelle ultime tre Sinfonie di Wolfgang Amadeus Mozart. Fu un grande interprete capace di spaziare dal Barocco al Novecento (soprattutto di area inglese), un raffinato interprete del periodo romantico e classico.

Intervistato da Michele Manzotti nel 2008 in un articolo apparso su La Nazione e che qui proponiamo per la prima volta parzialmente sul web, si esprimeva così a proposito di Haydn.

Nella sua interpretazione cosa valorizza del linguaggio di Haydn?
«La stessa struttura sinfonica. Infatti la scrittura di Haydn rappresenta un gradino precedente rispetto a quella di Beethoven».

Il suo nome è legato a quello dell’Academy of S.Martin in the Fields che il prossimo anno festeggerà il 50simo compleanno. Come nacque questa esperienza?
«Per puro caso, ero un componente della London Symphony entusiasta della musica da camera. Con altri colleghi decidemmo di affrontare questo repertorio e con noi c’era l’organista della chiesa di S.Martin. Da qui il nome. Prima ero violinista-direttore, poi il mio maestro Pierre Monteux mi disse: stai in piedi e dirigi. Da quel momento ho fatto solo il direttore».

Con l’Academy avete anche inciso tanti dischi, con quale etichetta?
«Non abbiamo mai avuto un’esclusiva tanto che nella stessa settimana potevamo lavorare per la Philips e per la Emi. I primi dischi li facemmo con L’Oiseau Lyre perché la proprietaria del marchio, appena fondato, assistette a uno dei nostri primi concerti».

Adesso che lei non ne è più il direttore, qual è il suo giudizio sull’orchestra?
«Hanno bisogno di un direttore stabile e giovane per un repertorio simile a quello che affrontavo io. Ma lì decidono i musicisti e metterli d’accordo è la cosa più difficile del mondo».


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