Il Requiem di Verdi secondo Chailly


di Luca Chierici foto © Brescia&Amisano


RINNOVANDO UN APPUNTAMENTO – quello dell’esecuzione del Requiem verdiano – che per la Scala rappresenta una sorta di invariante nel tempo, collegato o meno a una specifica commemorazione funebre, Chailly è ritornato dopo un paio d’anni dalla sua ultima prova in tal senso a dirigere il Requiem di fronte a un pubblico che riempiva il teatro in ogni ordine di posti. Cambiano i direttori, cambiano i solisti di canto e il coro, ma il capolavoro verdiano esercita sempre un fascino irresistibile per ogni ascoltatore che conosca la partitura per averla già sentita numerose volte o per il neofita che si trovi nell’invidiabile condizione di essere travolto dalle impressionanti sonorità, dalla umanità vibrante di emozioni, dallo spettacolare crescendo di sequenze musicali che caratterizzano queste pagine.

L’aspetto che forse non avevamo ancora messo a fuoco nell’attuale visione del Requiem da parte di Chailly ci è sembrato svelarsi a poco a poco durante la serata dello scorso sabato, attraverso una lettura della quale si poteva in prima approssimazione cogliere una scelta di drastico allargamento dei tempi, che non scalfiva affatto la valenza espressiva della partitura. Il direttore associava infatti a questa possibile scelta di fondo un incremento nella densità di suono richiesta all’orchestra, ai solisti e al coro, compensando in questa maniera l’apparente mancanza di una tensione espressiva che a torto sembra essere solamente prerogativa di concezioni più sbilanciate in termini di velocità di metronomo o di esasperata teatralità.



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L'autore: Luca Chierici

Luca Chierici, nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Radio Popolare dal 1978 e per Il Corriere Musicale dal 2012, collabora alla rivista Classic Voice dal 1999 come esperto di musica pianistica. È autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti istituzioni teatrali e concertistiche e case discografiche. Ha collaborato per molti anni alle riviste Musica, Amadeus, Piano Time, Opera, Sipario. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha curato numerose voci per la Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso i licei milanesi. Nell'anno accademico 2016-2017 ha tenuto un ciclo di seminari di storia dell'interpretazione pianistica presso il Conservatorio di Novara (ciclo che è stato replicato per l'anno 2017-2018 al Conservatorio di Piacenza). Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di oltre 110.000 spartiti e una collezione di oltre 70000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha contribuito in qualità di consulente al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano. Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

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