Belcanto a Firenze, un secondo Maggio


di Francesco Lora


IL FESTIVAL PRIMAVERILE del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha dimenticato da tempo la missione storica, ossia restituire alle scene capolavori operistici dimenticati insieme con la relativa cultura artistica. Non è una colpa: numerosi festival fondati sul suo antico esempio, in Italia e nel mondo, assolvono oggi idealmente a questo ruolo. Ma la stagione artistica appena inaugurata in riva all’Arno sembra fissare una nuova età, che nel ricco assortimento di proposte – la Didone abbandonata di Vinci si affianca al Faust di Gounod – torna a osare, indagare e contestualizzare. A dimostrazione della bontà del progetto, con titoli rari essa finisce per attirare non meno pubblico di quanto a Firenze si veda per un Rigoletto o una Bohème. La Semiramide di settembre, benché non immacolata, ha fatto da prologo a un vero e proprio festival interno alla stagione d’opera, dedicato al belcanto nell’età di Rossini, Donizetti e Bellini: l’esecuzione in forma di concerto della Rosmonda d’Inghilterra donizettiana (9, 12 e 15 ottobre), concerti con Chris Merritt, Michael Spyres, Jessica Pratt e Shalva Mukeria (10, 11 e 14), la rappresentazione dell’operina da camera Le cinesi di Manuel del Pópulo Vicente García (13, 15, 16 e 18: recite, soltanto in questo caso, non nel teatro dell’Opera ma nel Teatro Goldoni).



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L'autore: Francesco Lora

È laureato in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo, e dottore di ricerca in Musicologia e Beni musicali (Università di Bologna). Con Elisabetta Pasquini dirige la collana «Tesori musicali emiliani» (Bologna, Ut Orpheus, 2009-) e vi pubblica in edizione critica l’Integrale della musica sacra per Ferdinando de’ Medici di Perti (2 voll., 2010-11) e tutti gli oratorii di Colonna (L’Assalonne, Il Mosè e La profezia d’Eliseo, 2013-16; La caduta di Gierusalemme, c.s.). La sua edizione critica dell’opera La rappresaglia di Mercadante (Bologna, Ut Orpheus, c.s.), anch’essa curata con Pasquini, è alla base dello spettacolo che quest’anno inaugurerà il Festival della Valle d’Itria per celebrare i 150 anni dalla morte del compositore. Sue sono la monografia Nel teatro del Principe. I drammi per musica di Giacomo Antonio Perti per la Villa medicea di Pratolino (Torino-Bologna, De Sono - Albisani, 2016) e l’edizione critica delle musiche nel manoscritto Austriaco laureato Apollini (mottetti e concerti di Lazzari, Perroni e Veracini per l’incoronazione imperiale di Carlo VI d’Asburgo; Padova, Centro Studi Antoniani, 2016). Ha collaborato alla Cambridge Handel Encyclopedia e collabora tuttora al Dizionario biografico degli Italiani, al Grove Music Online e alla Musik in Geschichte und Gegenwart. Dal 2003 è critico musicale per testate giornalistiche specializzate, inviato nelle principali istituzioni di spettacolo in Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Spagna e Svizzera; collabora con «Il Corriere musicale» dal 2013.

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