A Parma un «Trovatore» in tinte di grigio


di Ruben Vernazza foto © Roberto Ricci


NEGLI STESSI GIORNI in cui giunge la lieta notizia dell’approvazione da parte del Senato di una legge che (se confermata dalla Camera) assegnerà al Festival Verdi un finanziamento pubblico di un milione di euro annui, al teatro Regio di Parma esordisce Il trovatore, ultimo dei quattro titoli proposti nell’edizione 2016 della rassegna consacrata al compositore di Busseto. Lasciate sbollire le contestazioni che hanno caratterizzato la “prima”, abbiamo assistito alla terza replica, tenutasi giovedì 27 ottobre. Un’opprimente oscurità domina l’allestimento. Nere gradinate in legno, di volta in volta collocate in diverse posizioni del palco davanti a un fondale scuro, sono le uniche strutture di cui si compone la scenografia ideata da Marco Rossi; spente tonalità di grigio e marrone caratterizzano i rigorosi costumi di Marta Del Fabbro.



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L'autore: Cecilia Malatesta

Nata a Milano nel 1986, dopo svariati anni di studi pianistici classici, decide di dedicarsi alla musica dal punto di vista teorico; si laurea così in Beni culturali, indirizzo musicologico, con una tesi sulle musiche di scena di Gipo Gurrado per il teatro di “Quelli di Grock”. Dopo un periodo di studio all’Université Rabelais di Tours (2009-2010), si innamora della Francia medievale e termina gli studi magistrali sotto la guida di Davide Daolmi con una tesi che propone una rilettura del mecenatismo musicale di Eleonora d’Aquitania. Ha collaborato con il Comune di Abbiategrasso alla realizzazione del Festival di teatro urbano “Le strade del teatro” (edizione 2007) e con l’Ufficio Ricerca Fondi Musicali della Biblioteca Nazionale Braidense. Attualmente è collaboratrice Rilm Italia e cerca la propria strada, sognando che s’incroci con quella della musica antica.

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