La Deutsche Oper Berlin e «Les Huguenots» di Giacomo Meyerbeer


di Redazione


A Berlino la Deutsche Oper dedica un ciclo a Meyerbeer per cercare di sanare l’ingiusto vuoto che circonda la sua figura. L’intento è quello di (ri)portare alla luce le opere più celebri del compositore tedesco, che in patria raccolse sempre poco successo ma alla cui patria egli invece rimarrà sempre profondamente legato, tanto da volere essere sepolto a Berlino, nel cimitero del ricco quartiere di Prenzlauer Berg.

Jakob Liebmann Beer (solo successivamente aggiungerà il cognome della madre Meyer per poi unificarlo a quello del padre nel 1810) era figlio di un’abbiente famiglia ebraica, apparteneva all’alta borghesia della Germania del nord e dimostrò precocemente le sue doti musicali. Fino al 1933 le sue opere furono portate sui palchi tedeschi ma subirono un brusco rallentamento a causa di un severo divieto nazista. Dopo la guerra qualche teatro provò a riproporre le opere di Meyerbeer, ma non riuscirono mai davvero ad imporsi e giacquero a lungo quasi dimenticate, senza affermarsi come opere di repertorio nei cartelloni tedeschi.

Prove de «Les Huguenots». Foto Rittherthaus

Prove de «Les Huguenots». Foto Rittherthaus

Se anche la sua amata Berlino lo dimenticò, è proprio Berlino oggi a dare un forte segnale proponendo i suoi lavori più celebri sul palco di uno dei suoi due teatri d’Opera, il teatro dell’ “ovest”, la Deutsche Oper. Dalla scorsa stagione l’Opera tedesca presenta le opere più importanti del compositore tedesco attraverso nuove produzioni e ha inaugurato questo ciclo con un serie di conferenze dal titolo L’Europa era la sua Bayreuth. Un impegno a tutto tondo quindi. Domenica 13 novembre ci sarà la prima del monumentale grand-opéra Les huguenots secondo la regìa del newyorchese David Alden, già conosciuto al pubblico della Deutsche Oper per Peter Grimes e Billy Budd di Britten. Les Huguenots, tratto dalla Chronique de règne de Charle IX del giovane Prosper Mallarmè, ha come argomento la strage della notte di S. Bartolomeo del 1579. Andato in scena per la prima volta all’Opéra il 29 febbraio del 1836, è il dramma dell’amore impossibile tra Raoul e Valentine ma anche dell’assurdità delle ideologie più estreme che ne provocano una fine drammatica.

Per i diversi appuntamenti di novembre sul palco con la Orchester della Deutsche Oper ci sarà anche un onore tutto italiano, il giovane direttore Michele Mariotti. Direttore musicale del Teatro Comunale di Bologna e alla guida del Rossini Opera Festival il trentasettenne pesarese è al suo doppio debutto: sia con Les huguenots che nel teatro tedesco. Nel cast anche due nomi di eccezione quali Patrizia Ciofi e Juan Diego Flórez.

 


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