Lady Macbeth del distretto di Mzensk a Monaco


di Corina Kolbe foto © Wilfried Hösl


Un enorme capannone industriale si erge sul palcoscenico bagnato da una desolante luce bluastra. Ricorda le costruzioni in ferro dell’Ottocento ma anche le inquietanti Carceri di Giovanni Battista Piranesi, con tanti ponteggi, passerelle e scale che finiscono nel nulla. Una trappola senza via di uscita che diventa metafora della cruda sorte di Katerina L’vovna Izmajlova, protagonista dell’opera lirica Lady Macbeth del distretto di Mzensk. Un nuovo allestimento del capolavoro di Dmitri Šostakovič , firmato dal celebre regista tedesco Harry Kupfer ormai ultraottantenne, è appena stato presentato alla Bayerische Staatsoper. È uno dei “cavalli di battaglia” di Kirill Petrenko, direttore musicale molto amato dal pubblico di Monaco e che tra tre anni succederà a Simon Rattle sul podio dei Berliner Philharmoniker.



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L'autore: Corina Kolbe

Giornalista residente a Berlino, collabora a giornali e riviste in Germania, Svizzera e Italia. Scrive di musica classica, di Claudio Abbado e le sue orchestre, di progetti educational e dell'impatto dei nuovi media sulla cultura. Laureata in lettere e storia, ha lavorato per l'Agenzia ANSA, Agence France-Presse e Netzeitung.de. Da giornalista freelance scrive per Zeit online, 'Der Tagesspiegel', 'Das Orchester', 'Neue Musikzeitung', 'Berner Zeitung', 'Musik & Theater', 'Concerti', 'Il Giornale della Musica', 'Musica', e 'Il Corriere Musicale'

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